Titolo: Di madre in figlia
Autore: Concita De Gregorio
Editore: Feltrinelli
Pagine: 160
ISBN: 9788807036682
Marilù abita in cima a un'isola: sotto c'è il villaggio, in mezzo il bosco e infine la radura con la sua casa, dove nemmeno i frequenti incendi estivi possono raggiungerla. È una donna che affascina ma un po' spaventa, perché porta con sé il fatto di essere stata molto libera negli anni più liberi del secolo scorso, gli psichedelici Settanta. Fin troppo, pensa sua figlia Angela, che sente di averne ricevuto soltanto trascuratezza. Ora Angela si trova costretta a malincuore ad affidarle per tre mesi la figlia Adelaide – che si fa chiamare Adè –, adolescente tanto attiva in Rete quanto insicura nel mondo e nel proprio corpo. In questa lunga estate nonna e nipote si ritrovano insieme dopo dieci anni, si conoscono e si riconoscono, mentre la madre irrompe con telefonate ansiose sul fisso di casa perché, come primo gesto, Marilù ha requisito il cellulare alla ragazza. Per Adè la vacanza non potrebbe cominciare peggio, invece a poco a poco diventa un'avventura. C'è un segreto di cui la nonna non vuole parlare, qualcosa che riguarda la sua storia familiare, la linea femminile che la precede – sua madre, farmacista in un paesino del Sud, e la madre di sua madre, una guaritrice che è finita a vivere in un convento. Un'antica colpa in questa storia senza colpevoli.
Sul delicato confine fra amare, proteggere e lasciare andare, fra prendersi cura e avvelenare, le tre, di madre in figlia, provano a capirsi. Ciascuna ha agito con le migliori intenzioni, anche se a volte il rancore, il dolore, l'amore accecano.
Come si intuisce da titolo viene narrata la storia di più generazioni di donne della stessa famiglia, elencate all'inizio del volume.
Tutte hanno vicende personali diverse e segreti che, attraverso salti temporali in realtà non ben definiti, vengono svelate al lettore, ma l'attenzione viene posta soprattutto su un'analisi intima e introspettiva.
Ogni protagonista, infatti, ha un carattere particolare, frutto di esperienze e mancanze e, seppure per tanti versi io mi sia sentita vicina a ognuna di esse, per altri probabilmente non sono riuscita a capirle appieno.
Non avevo mai letto nulla di questa autrice e ho trovato uno stile di scrittura decisamente peculiare, diverso dagli standard, molto riflessivo e introverso ma, per questo, spesso poco chiaro. Tanti dettagli infatti sono lasciati all'intuito senza vere spiegazioni.
Il numero ristretto di pagine, in questo caso, non è stato sinonimo di rapidità di lettura perché per entrare nel vivo della storia ho avuto bisogno di tempo e lentezza.
Voto: 3/5
PAC-BOOK Challenge: annuale 17

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