Titolo: Mie magnifiche maestre
Autore: Fabio Genovesi
Editore: Mondadori
Pagine: 240
ISBN: 9788804802884
Isolina ha salvato il suo matrimonio la notte in cui ha piantato una falce nel fianco di suo marito. Benedetta era la più bella della spiaggia, ma piuttosto che diventare Miss Cuore di Panna ha preferito darsi alle droghe pesanti. Con Gilda i funerali diventavano feste di compleanno. Azzurra a scuola aveva il Sostegno, ma era lei a non sostenere la banalità degli altri. Poi Irene, la migliore amica dei bambini piccoli e dei mostri giganti. E Violetta, troppo impetuosa per il suo fisico massiccio, che trasformava ogni abbraccio in una frattura. Anime intense e fiammeggianti, riunite in una sola, clamorosa famiglia. Non di quelle rigide, basate sul sangue, ma più libera e ariosa, tenuta insieme dalla colla calda dell’amore. Sono le zie e le nonne di Fabio, che questa settimana compie cinquant’anni, anche se nessuno ci crede e lui meno di tutti. Allora queste donne magnifiche vengono a trovarlo. Vengono nei suoi sogni, perché sono morte. Ma se c’è una cosa che gli hanno insegnato è che i sogni non sono la fine della realtà, come la morte non è la fine della vita. In realtà gli hanno insegnato molto altro, solo che Fabio era troppo piccolo per apprezzarlo. Tutto preso a seguire i suoi zii marinai e avventurieri, grandi maestri di vita “maschia” quando lui un maschio cercava di diventare. Adesso però è un tempo diverso, e tornano da lui le diverse lezioni delle zie. Silenziose e insieme così forti, sagge e folli, divampano nelle sue notti. Ognuna un sogno, un ricordo e una scoperta, una stella trascurata che torna a luccicare. Ma perché tornano tutte adesso, a una settimana da un compleanno che lo stranisce? Vogliono solo salutarlo, o c’è qualcosa di più importante che deve sapere, qualcosa che deve fare per conto dell’Aldilà?
Con la sua voce unica e inconfondibile, Fabio Genovesi torna in Versilia per raccontarci delle sue maestre. Sua madre, sua nonna, le sue zie e le loro amiche, donne che non hanno scalato l’Everest o scoperto la penicillina, ma hanno saputo disegnare portenti che la Storia non ha registrato perché le manca la sensibilità. Donne che nelle loro vite ingarbugliate non hanno fatto grandi cose, ma hanno fatto cose grandi. E non smettono adesso che sono morte: eccole tornare nei sogni quando c’è bisogno di loro. Perché niente finisce morendo, niente sognando: tutto è sempre vero, e sempre vivo. Brucia e scintilla in queste magnifiche maestre, nelle lezioni che ci donano, e dentro di noi.
Genovesi ha uno stile di scrittura sempre molto poetico, che riesce a trascinare il lettore al centro della storia. In questo caso la narrazione oscilla tra il mondo reale e quello onirico, visto che il protagonista, Fabio stesso, si ritrova alla soglia dei 50 anni a incontrare le donne che hanno avuto un ruolo importante nella sua vita, le "maestre" del titolo appunto, che quasi come fantasmi tornano in sogno dall'aldilà per consigliarlo e farlo riflettere.
Ciò diventa lo spunto per ripercorrere, attraverso sette giorni e sette notti che corrispondono a un conto alla rovescia verso la data del proprio compleanno, gli anni dell'infanzia e della giovinezza, per ricordare fatti del passato che hanno segnato il corso degli eventi e hanno indirizzato le cose verso una direzione piuttosto che un'altra.
Tutte le figure femminili appaiono forti, da ogni termine che viene utilizzato si percepisce l'amore dell'autore, la deferenza e il rispetto verso figure che hanno dovuto affrontare problemi ed epoche diverse, uscendone con determinazione.
Ho trovato commovente la parte finale con la soluzione a un piccolo mistero che, nei panni di una bambina sconosciuta, ci ha accompagnato nei vari capitoli.
L'ascolto dell'audiolibro letto dallo stesso autore, per me, ha aggiunto un tocco di intimità che mi ha fatto apprezzare l'opera ancora di più.
Voto: 4/5
PAC-BOOK Challenge: annuale 20