martedì 20 marzo 2018

[Libri] Lost & found di Brigit Young




Titolo: Lost & found
Autore: Brigit Young
Editore: Feltrinelli
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 192
ISBN: 9788807910401

Da quando le conseguenze di un incidente d'auto le impediscono di camminare agevolmente, Tillie vive nascosta dietro una macchina fotografica. Attraverso l'obiettivo osserva la sua famiglia e i compagni di scuola, rintracciando oggetti perduti e scoprendo piccoli dettagli che a lei dicono molto di più che agli altri. Tillie lo sa, a scuola la chiamano tutti Lost & Found, e in fondo le fa piacere. Ma quando Jake, il ragazzo più simpatico e popolare della scuola, le chiede di aiutarlo a ritrovare il padre scomparso, comincia per Tillie un'avventura che la farà avvicinare per la prima volta a un coetaneo, ma la metterà anche di fronte a un dilemma: fino a che punto ci si può intromettere nella vita degli altri in nome della verità? Se gli occhi sono sempre dietro l'obiettivo fotografico non si rischia di non vedere il confine tra privacy e libertà di espressione?


Questo romanzo è il classico libro per ragazzi all'apparenza senza troppe pretese che, invece, riesce a far riflettere e spinge a guardare le cose da un diverso punto di vista. In poche pagine, infatti, con leggerezza e una scrittura simpatica e veloce, tratta una serie di tematiche forti e importanti.
La protagonista Tillie mi è piaciuta molto: la giovane è rimasta invalida a seguito di un incidente stradale e la sua difficoltà nel camminare, unita a un carattere timido, la spinge a rifugiarsi costantemente dietro l'obiettivo della macchina fotografica. Questo strumento diventa, quindi, un filtro che la separa dalla realtà e la relega in una comfort zone dalla quale, però, sarà costretta a uscire. Pagina dopo pagina assistiamo al suo cambiamento, scopriamo un carattere tenace in grado di reagire a ogni difficoltà e una determinazione tale da spingere il lettore a fare il tifo per lei.
La trama è resa ancora più interessante da un'indagine che la ragazza si ritrova a svolgere nei panni di un moderno Sherlock Holmes, anche se purtroppo non ho gradito particolarmente la svolta data alla vicenda, a mio avviso un po' esagerata, e il modo in cui il caso sia stato risolto, troppo veloce e decisamente scontato.
Mi ha colpita la capacità dell'autrice di farci vivere, indirettamente, anche i punti di vista di tanti altri personaggi, a cominciare da quello dei genitori. La figura del padre, in particolare, è quella meglio costruita. Dai suoi comportamenti traspaiono un dolore e un senso di colpa immensi che l'uomo non riesce a superare, le situazioni sono descritte in modo così delicato da emozionare.
Ho trovato molto bello anche il personaggio della professoressa Martinez: il suo rapporto con gli alunni e il suo carattere aperto e intraprendente mi hanno conquistata e, nonostante all'inizio il colpo di scena riguardante la sua vita privata mi sia sembrato forzato e poco adatto, a posteriori devo ammettere che è proprio quello a renderla umana e completa nella sua imperfezione.
Voto: 4,5/5

Partecipo a:
Visual Challenge: macchina fotografica
Di che colore sei?: azzurro - leggi un libro uscito nel 2017 o 2018

domenica 18 marzo 2018

[Libri] La vita perfetta di Renée Knight



Titolo: La vita perfetta
Autore: Renée Knight
Editore: Piemme
Formato: Copertina rigida
Pagine: 283
ISBN: 9788856640397

Catherine Ravenscroft non sa cosa sia il sonno. Da quando in casa sua è comparso quel libro, l'edizione scalcagnata di un romanzo intitolato Un perfetto sconosciuto, non riesce più a fare sonni tranquilli, né a vivere la vita di ogni giorno, la sua vita di film-maker di successo, con la sua bella famiglia composta da un marito innamorato e un figlio ormai grande. Non ci riesce perché quel libro – anche se Catherine non sa chi l'abbia scritto, o come possa essere finito nella nuova casa dove lei e il marito hanno appena traslocato – racconta qualcosa che la riguarda molto da vicino. Qualcosa che soltanto lei sa, e che ha nascosto a tutti, anche a suo marito.
Chi è l'autore di quel libro, e come fa a conoscere Catherine e a sapere cosa ha fatto un giorno di tanti anni fa, durante una vacanza al sole della Spagna? E che cosa vuole adesso da lei? Catherine dovrà fare i conti con la paura, e – forse per la prima volta – con la verità. Perché anche le vite che ci sembrano più perfette nascondono dei segreti che possono distruggerle.


Questo thriller psicologico mi incuriosiva da qualche mese e, spinta dalle tante recensioni positive lette, ho finalmente deciso di dargli una possibilità. Purtroppo non mi ha convinta del tutto, specialmente per alcune incongruenze che ho notato nella trama e che si sono rivelate ingiustificabili anche una volta terminato il libro.
L'alternanza di capitoli narrati da due diversi punti di vista, dove buoni e cattivi si mescolano ripetutamente, rende il ritmo incalzante, i colpi di scena che ribaltano la situazione e fanno crollare le certezze costruite fino a quel momento aiutano ad andare avanti in modo spedito e, pian piano, a tracciare un'idea di cosa nasconde il passato dei personaggi.
Soprattutto all'inizio, la storia mi è sembrata un po' confusa. In particolare è stato complicato riuscire a inquadrare bene Stephen, un professore vedovo in pensione: pur consapevole del suo ruolo determinante all'interno dell'opera, ho infatti dovuto attendere parecchie pagine per capire in cosa consistesse il suo coinvolgimento. Nonostante ciò, comunque, la sua parte del racconto è quella che mi è piaciuta di più, l'ho trovata molto intima e concreta nella sofferenza che emerge dai suoi gesti e dalle sue parole.
La parte di Catherine invece mi ha intrigata meno, probabilmente perché narrata in terza persona. Non sono riuscita a empatizzare con il personaggio, che è rimasto sempre distaccato, anche quando il mistero è stato svelato. Ho trovato bella, però, l'analisi della sua relazione con Robert, che si sgretola sotto i nostri occhi e il risvolto psicologico derivante dal modo in cui il loro rapporto, all'apparenza idilliaco, sia stato messo in discussione da un grande segreto mai confessato.
Voto: 3,5/5

Partecipo a:
Visual Challenge: libro bonus
Di che colore sei?: giallo - leggi un libro scritto da un autore/autrice straniero/a

martedì 13 marzo 2018

[Libri] Il regalo di Eloy Moreno


Titolo: Il regalo
Autore: Eloy Moreno
Editore: Corbaccio
Formato: eBook
Pagine: 335
ISBN: 9788867002443

Un uomo esce di casa per andare a lavorare. Ha una vita normale, di quelle che si possono considerare «fortunate»: ha una moglie, un lavoro, degli amici. E ha anche una ragione particolare per sentirsi felice: ha un macchina nuova. Ma all'autogrill dove si ferma per fare colazione gliela rubano. Ed è l'inizio di una vicenda sconvolgente, che lo porterà a perdere tutto: portafogli, cellulare, carte di credito, in una truffa perfettamente organizzata... Ma chi è il regista di questa operazione? E qual è il suo scopo? Smarrito ma incuriosito al tempo stesso, il protagonista cerca di venire a capo di questa vicenda, incontrando nel suo cammino persone apparentemente comuni, come lui, come lui intrappolate in una vita che credono di volere, e senza più la forza di sognare. Fino a quando, nei modi più inaspettati, si trovano di fronte alla possibilità di ricominciare tutto daccapo. Magari, grazie a un furto...


La prima cosa che si nota di questo romanzo è sicuramente la copertina, ma già dalle prime pagine ci si rende conto che l'aria di spensieratezza suggerita è, in realtà, un inganno che nasconde una morale profonda. Questo libro, infatti, è stato in grado di farmi commuovere già dopo le prime venti pagine, raccontando una perdita nella quale mi è stato impossibile non immedesimarmi.
Chiusa questa parentesi emotiva, che in quel momento mi è sembrata quasi slegata dalla vicenda principale, la narrazione prende il via mostrandoci quello che sembra un classico racconto basato su un furto e sulla ricerca dei colpevoli. Invece, andando avanti, la trama si fa sempre più surreale, tanto che per buona parte proprio non sono riuscita a capire dove l'autore volesse arrivare. Poi è subentrata la curiosità di capire, sapendo (o meglio, sperando!) di trovare una spiegazione per tutto. Questo voler tirare la storia fino alla fine svelando qualcosa di tanto in tanto ma, nel contempo, nascondendo molto altro è sicuramente quello che mi è piaciuto meno del libro.
La stile di scrittura è scorrevole e i capitoli sono brevi, tutti i luoghi e i personaggi non hanno nomi e, paradossalmente, in questo modo è piuttosto semplice identificarsi con loro e adattare alla nostra situazione quello che stiamo leggendo. Alla fine dell'opera, infatti, ci si ritrova vittime di un viaggio introspettivo che, in modo più o meno palese, siamo stati costretti ad affrontare.
Il protagonista è un uomo come tanti, con un lavoro e una vita comune, i problemi quotidiani lo hanno allontanato dai veri valori e, personalmente, non mi è risultato particolarmente simpatico. Mi è invece piaciuta molto l'idea di raccontare le storie dei personaggi secondari intervallandole con il racconto del presente. In questo modo si viene catapultati nei ricordi e, anche se all'inizio è difficile trovare il filo logico che unisce tutto, andando avanti ogni tassello trova il suo posto nella storia e nell'Isola. Il musicista è sicuramente colui che mi ha colpita maggiormente: si dimostra una guida esperta e capace, una spalla che rende la lettura piacevole e una fonte di speranza.
A volte basta poco per apprezzare le piccole cose ma troppo spesso ce ne dimentichiamo, questo romanzo che si apre con un grande dolore si è rivelato un inno alla vita e alla semplicità e mi ha sorpresa come mai avrei immaginato quando l'ho avuto davanti agli occhi per la prima volta.
Voto: 4,5/5

Partecipo a:
Tutti a Hogwarts con le 3 Ciambelle: Tassorosso - Lumaclub - Cappello parlante

domenica 11 marzo 2018

[Libri] Neve come cenere di Sara Raasch



Titolo: Neve come cenere
Autore: Sara Raasch
Editore: Mondadori
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 336
ISBN: 9788804677673

Da sedici anni i cittadini del Regno d'Inverno sono stati fatti schiavi, privati della loro magia e del loro re. L'unica speranza per il popolo di Inverno risiede negli otto fuggitivi che sono riusciti a scappare e sopravvivere fuori dai confini, in attesa che giunga il momento del riscatto.
Rimasta orfana durante la sconfitta di Inverno, Meira è stata allevata da Sire e ha vissuto tutta la vita come profuga. Sogna di diventare una guerriera e far risorgere Inverno, ma il suo cuore batte anche per Mather, il suo migliore amico nonché erede al trono.
Quando gli esploratori scoprono dove è nascosto il medaglione magico in grado di ridare i poteri a Inverno, Meira decide che è giunto il momento di fare sul serio. Finirà coinvolta in un gioco pericoloso forse troppo spietato per lei. E soprattutto dovrà rendersi conto che il suo destino non le è mai realmente appartenuto.


Sono rimasta totalmente sorpresa da questo libro, non essendo particolarmente esperta di fantasy classico mi aspettavo una lettura lenta e difficoltosa come già capitato per titoli di questo genere, invece ho trovato una storia che mi ha appassionata sin dalle prime righe e che mi ha trascinata fino alla fine con la voglia di scoprire tutto.
L'ambientazione è bellissima e non è complesso orientarsi a Primoria, nonostante la struttura sia completamente inventata. Il riferimento alle Stagioni rende semplice identificare i vari Regni, ognuno con caratteristiche che rimandano alla loro origine, capire i Regni del Ritmo e la loro collocazione è più articolato ma comunque fattibile.
Lo stile di scrittura si è rivelato semplice e scorrevole, mi ha colpita molto anche il linguaggio utilizzato: i continui giochi di parole dei personaggi con il Regno di provenienza sono simpatici, spesso sdrammatizzano situazioni di tensione e, soprattutto, denotano la massima attenzione data ai dettagli da parte dell'autrice.
Meira incarna l'eroina ideale, mescolando giovinezza, inesperienza e timori a una grande voglia di avventura, riscatto e giustizia. Nonostante i suoi sedici anni è matura e pronta a sacrificare tutto in nome del suo popolo, non teme la battaglia, riesce a tirare fuori il meglio da situazioni di paura e debolezza. Anche le due controparti maschili mi sono piaciute: seppure diversi, sia Mather che Theron riescono a rapportarsi con lei in modo perfetto, tanto che, come per la ragazza, anche per me è risultato difficile capire chi possa essere più adatto al suo fianco. Da questo punto di vista un po' mi è dispiaciuto non trovare risposta ma, al contempo, sono contenta che l'attenzione sia stata interamente concentrata sulla protagonista. Perfino i cattivi risultano impeccabili nel proprio ruolo, ogni loro caratteristica è ben studiata, niente è lasciato al caso e, nonostante all'inizio sia un po' complicato capire il perché di certi atteggiamenti e certe azioni, alla fine tutto trova la sua collocazione.
Il colpo di scena è prevedibile e non sorprende particolarmente ma, visti gli indizi lasciati nel corso della narrazione, sembra che l'autrice l'abbia volutamente fatto intuire. Comunque è posizionato al punto giusto ed è ben dosato e, complice il finale che conclude la vicenda raccontata ma lascia qualcosa in sospeso, mi ha convinta a leggere assolutamente il volume successivo della saga!
Voto: 5/5

Partecipo a:
Di che colore sei?: nero - leggi un fantasy classico

venerdì 9 marzo 2018

[Libri] La figlia di Odino di Siri Pettersen




Titolo: La figlia di Odino
Autore: Siri Pettersen
Editore: Multiplayer
Formato: Copertina rigida
Pagine: 631
ISBN: 9788863554120

Il viaggio di Hirka, una ragazzina di quindici anni dai capelli rosso fuoco, inizia quando, morto il padre girovago e guaritore, si ritrova completamente sola al mondo e costretta a fare i conti con la propria identità di "diversa": vive infatti tra persone del tutto simili a lei tranne che per la coda, elemento distintivo di tutta la stirpe di Ym, di cui lei è priva. Hirka conosce i poteri miracolosi di alcune erbe e cura con generosità chiunque le si rivolga. Ma il suo altruismo è ricambiato con distacco, diffidenza e talvolta disprezzo, anche da parte di quelle persone che dovrebbero esserle amiche. A Hirka manca anche altro: non sa evocare e non è in contatto col Dono, un'energia che scorre in tutto ciò che esiste. La ragazzina sa che presto verrà messa alla prova durante una cerimonia iniziatica, il Rito, cui tutti i quindicenni degli undici regni di Ymslanda sono obbligati a partecipare, e ha paura di essere smascherata e punita per questa sua inadeguatezza. Ymslanda è governata dal Consiglio, formato dai rappresentanti delle dodici famiglie più potenti, che ha sede ad Eisvaldr, cittadella piena di torri e cupole scintillanti. Al di sopra di loro ce soltanto il Veggente, un misterioso corvo accudito e riverito come una divinità. Il potere, però, è intessuto di menzogne, rivalità e favoritismi. C'è anche chi, per accrescere il proprio ruolo, fa uso di sortilegi e stregonerie, accusando Hirka, una cosiddetta "figlia di Odino", di aver lasciato che gli Orbi, creature mostruose e letali, invadessero Ymslanda attraverso i cerchi di pietra. In breve tempo, Hirka e Rime, erede ribelle di una delle più importanti famiglie del Consiglio e amico d'infanzia della ragazza, si troveranno a combattere fianco a fianco, ciascuno alla ricerca della propria identità, per sconfiggere gli abusi e svelare i terribili segreti che hanno segnato il destino di entrambi...


Non è stato semplice arrivare a un giudizio per questo romanzo, infatti, se da un lato riconosco e ne apprezzo la maestosità, dall'altro ho avuto difficoltà nella lettura, soprattutto per i tantissimi nomi di luoghi e per i troppi personaggi.
Le descrizioni minuziose che ci accompagnano per tutto il libro arricchiscono la storia e aiutano a costruire nella mente il mondo fantastico immaginato dall'autrice, però rallentano notevolmente la narrazione, nonostante lo stile veloce e avventuroso dato alla vicenda.
Purtroppo non sono abituata a leggere fantasy classici e la mancanza totale di appigli alla nostra realtà mi ha destabilizzata e non mi ha fatta appassionare alla trama come avrei sperato. Quest'opera mi è risultata pesante da leggere soprattutto all'inizio, è incominciata a scorrere di più entrando nel vivo dell'azione ma l'insieme di intrighi e stravolgimenti che si susseguono senza sosta nel gran numero di pagine, tutte ricchissime di informazioni, non hanno comunque aiutato.
Hirka mi è conquistata, ha un carattere forte e determinato e, malgrado si trovi da sola ad affrontare numerose prove, non si tira indietro e, anzi, riesce ad arrivare dove mai avrei immaginato. Ho apprezzato particolarmente l'idea di voler assegnare il ruolo di protagonista a una ragazza diversa e emarginata: la sua identità, dapprima confusa, evolve con lo scorrere delle pagine, costruendo un percorso di scoperta e accettazione di sé, fisica e mentale. Il suo ruolo sembra contrapposto a quello di Rime, un ragazzo di stirpe nobile che incarna il classico eroe senza macchia e senza paura, ma in realtà, vista la sua decisione controcorrente che sfida la società, si rivela molto simile. Il suo personaggio mi è piaciuto subito, così come le dinamiche che si sviluppano tra i due, il finale aperto mi ha lasciata con la voglia di sapere cosa succederà e, soprattutto, cosa troveremo seguendo Hirka.
Voto: 3,5/5

Partecipo a:
Di che colore sei?: nero

lunedì 5 marzo 2018

[Libri] I Medici. Una dinastia al potere di Matteo Strukul




Titolo: I Medici. Una dinastia al potere
Autore: Matteo Strukul
Editore: Newton Compton
Formato: Copertina rigida
Pagine: 382
ISBN: 9788854194793

Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de' Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l'amore per l'arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c'è anche una donna d'infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell'arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l'inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari...


Il romanzo storico non è uno dei generi che prediligo e, forse anche per questo, all'inizio ho fatto un po' fatica ad abituarmi allo stile della scrittura e a barcamenarmi tra i tanti nomi presenti, però, una volta trovata la giusta dimensione, la lettura è andata avanti in modo spedito.
Sin dalle prime pagine ho notato e apprezzato il grandissimo lavoro di ricerca svolto dall'autore, che emerge dai tanti piccoli dettagli disseminati nel racconto: le descrizioni sono infatti minuziose, sia per quanto riguarda gli ambienti che, ad esempio, particolari minori come l'abbigliamento dei personaggi.
Nonostante l'arco temporale sia ampio e, tuttavia, copra solamente una piccola fetta della signoria dei Medici, il libro non si è rivelato pesante o noioso. Il linguaggio utilizzato è adatto al periodo narrato e al lignaggio dei soggetti ma è semplice.
Mi è piaciuta molto l'idea dei capitoli brevi e alternati tra parti incentrate sull'azione e altre dedicate alla vita privata dei personaggi. Le descrizioni delle battaglie sono state per me quelle meno attrattive ma, nonostante questo, riconosco la capacità dell'autore nel riuscire a condensare in poche righe una grande quantità di azione, senza stravolgere la storia e, anzi, rendendola completa. Ho amato, invece, l'analisi della psicologia dei protagonisti che emerge dai loro comportamenti, dalle loro decisioni e dai rapporti all'interno della famiglia: seppur in modo romanzato, ci fornisce un punto di vista innovativo su figure che abbiamo conosciuto solo sui libri di scuola. Inoltre, accanto a Cosimo e Lorenzo, ruotano persone che, pur apparendo in secondo piano, si rivelano altrettanto importanti. Penso ad esempio a Contessina, una donna che non conoscevo e che mi ha sorpresa per la sua enorme forza di volontà e la sua dedizione al marito e alla casata.
Il libro è riuscito a tenermi con il fiato sospeso fino alla fine, mi ha ricordato la magnificenza di Firenze, mi ha fatto sognare con il racconto della costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore per mano dell'eccentrico e geniale Brunelleschi e, soprattutto, mi ha lasciato con la voglia di leggere subito il secondo volume della serie, che si preannuncia ancora più interessante in quanto incentrato sul famoso Lorenzo il Magnifico.
Voto: 4/5

Partecipo a:
Tutti a Hogwarts con le 3 Ciambelle: Tassorosso - Lumaclub - Romanzo storico
Di che colore sei?: verde - leggi un libro che abbiamo recensito

venerdì 2 marzo 2018

[Libri] Il giardino delle farfalle di Dot Hutchison



Titolo: Il giardino delle farfalle
Autore: Dot Hutchison
Editore: Newton Compton
Formato: Copertina rigida
Pagine: 334
ISBN: 9788822704412

Vicino a una villa isolata c'è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un'ombra gentile e una collezione di preziose "farfalle": giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c'è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla, cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell'FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all'ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...


La trama di questo romanzo è particolare, l'idea del Giardino, delle sue dinamiche e di tutto quello che gli ruota attorno è inquietante e ben costruita ma, nonostante abbia trovato la scrittura piuttosto veloce e sia arrivata alla fine in pochissimo tempo, è mancato l'elemento che mi spingesse davvero a non staccare gli occhi dalle pagine.
Purtroppo i personaggi non sono ben delineati e ho avuto la sensazione che rimanessero sempre sullo sfondo, a partire dai detective incaricati di seguire le indagini, dei quali otteniamo informazioni sommarie sulla vita privata che in realtà restano fini a se stesse, per finire con i cattivi della vicenda, che rivelano sprazzi di crudeltà ma, per la maggior parte del tempo, agiscono in modo del tutto incoerente con quella che dovrebbe essere la loro psicologia. Mi è dispiaciuto non trovare un approfondimento proprio da questo punto di vista, sarebbe stato molto interessante entrare nella mente dell'uomo che è riuscito a creare una simile struttura, invece le poche righe che dovrebbero fornirci una spiegazione sono del tutto insufficienti a giustificare tutto il resto.
L'unico personaggio che ha destato in me maggior interesse è Maya: la sua infanzia costellata di drammi (e in questo caso forse l'autrice si è fatta prendere un po' troppo la mano) e la sua posizione ambigua all'interno del Giardino, che vengono svelati pezzo dopo pezzo, in un'alternanza di presente e passato, a partire dai ricordi più vecchi sino ai più recenti, invogliano il lettore a sapere di più, anche se la ragazza rimane comunque distante e non si riesce a simpatizzare con lei.
Il finale non mi è piaciuto: la rivelazione che dovrebbe rappresentare il grande punto di svolta per collegare ogni cosa e sconvolgere il lettore mi è sembrata in realtà slegata dal resto e inutile.
Voto: 3/5

Partecipo a:
Di che colore sei?: giallo