domenica 19 agosto 2018

[Libri] Il gioco del male di Angela Marsons



Titolo: Il gioco del male
Autore: Angela Marsons
Editore: Newton Compton
Formato: eBook
Pagine: 344
ISBN: 9788854198302

Quando viene rinvenuto il cadavere di uno stupratore, la detective Kim Stone e il suo team sono chiamati a investigare. Sembra un semplice caso di vendetta personale, ma l'omicidio è solo il primo di una serie di delitti che via via diventano più cruenti. È evidente che dietro tutto questo c'è qualcuno con un piano preciso da realizzare. Mentre le indagini si fanno sempre più frenetiche, Kim si ritrova nel mirino di un individuo spietato e deciso a mettere in atto il proprio progetto criminale, a qualunque costo. Contro un sociopatico che sembra conoscere ogni sua debolezza, la detective Stone si rende conto che ogni mossa potrebbe esserle letale. E così, mentre il numero delle vittime continua a crescere, Kim dovrà considerare ogni minima traccia, perché con un avversario del genere anche la più remota pista va percorsa per fermare il massacro. E questa volta è una questione personale.


Questo libro è il secondo capitolo della serie con protagonista la detective Stone e, per me, l'autrice si è riconfermata bravissima e accattivante.
In quest'opera ho ritrovato il personaggio che già avevo amato in "Urla nel silenzio" e, seppure sia passato un po' di tempo dalla lettura precedente, non ho assolutamente fatto fatica a ricordare i dettagli del passato travagliato di Kim. Nel testo ci sono, infatti, numerosi rimandi ai fatti già raccontati, tanto che chi volesse cimentarsi con questo thriller senza aver prima letto l'altro non troverebbe difficoltà nell'orientarsi nella trama. 
Il caso principale che viene trattato in questo romanzo è quello di Alex, una psicologa che si rivela, sin dai primi capitoli a lei dedicati, una sociopatica. Ammetto che il suo personaggio mi è sembrato, allo stesso tempo, estremamente inquietante e affascinante. L'analisi profonda dei suoi comportamenti, così come le descrizioni accurate dei suoi metodi di manipolazione della mente sono state molto coinvolgenti e, pagina dopo pagina, è diventato davvero impossibile staccarmi dal libro! Mi sono piaciuti i confronti tra le due donne, le sottigliezze lasciate tra le righe e i piccoli dettagli che hanno permesso di schierarmi subito dalla parte giusta non senza, però, restare incuriosita da come la vicenda sarebbe stata sviluppata.
Il secondo caso trattato, invece, mi ha appassionata meno, non mi ha entusiasmata come pensavo e, nonostante non avessi assolutamente capito l'identità della seconda persona coinvolta che viene cercata per buona parte della narrazione, la risoluzione del mistero non mi ha soddisfatta. Mi aspettavo, inoltre, che in qualche modo le due indagini venissero collegate, mentre sono rimasta un po' delusa nel constatare che ciò non sia accaduto.
Voto: 4,5/5

Partecipo a:
Di che colore sei: giallo - leggi un thriller psicologico
Visual Challenge: nuvola

giovedì 16 agosto 2018

[Libri] Tutta la vita che vuoi di Enrico Galiano



Titolo: Tutta la vita che vuoi
Autore: Enrico Galiano
Editore: Garzanti
Formato: Copertina rigida
Pagine: 415
ISBN: 978-8811672326

Tre ragazzi. Ventiquattr'ore. Una macchina rubata. Una fuga. Una promessa. Perché ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. Così intensi da sembrare infiniti. È un susseguirsi di quei momenti che Filippo Maria vive il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere a tono al professore di fisica che lo umilia da sempre. Appena fuggito da scuola vuole solo raggiungere Giorgio, il suo migliore amico che, immobile di fronte a una chiesa, si chiede perché non sia ancora riuscito a piangere al funerale del fratello. Poco dopo incontrano una ragazza che corre a perdifiato: è Clo. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di vivere e di cambiare che hanno dentro è palpabile, impressa nei loro volti. Si scambiano una promessa: ognuno di loro farà quell'unica fondamentale cosa che, di lì a vent'anni, si pentirebbe di non aver fatto. Anzi, lo faranno insieme: Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa li renderebbe felici. Lei ne ha uno zaino pieno, di motivi per cui vale la pena vivere: le nuvole quando sembrano panna o l'odore della carta di un libro... Ora spetta a Giorgio e Filippo trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse, senza dubbi, senza incertezze. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Ciò non riesce a condividere con loro la sua più grande speranza per il futuro. Perché a diciassette anni è difficile lasciarsi guardare dentro e credere che esista qualcuno disposto ad ascoltare i segreti che non siamo pronti a rivelare. Per farlo non bisogna temere che la felicità arrivi per davvero e afferrarla.


Questa storia si sviluppa in un arco temporale ristretto di sole 24 ore ma mi ha catturata pagina dopo pagina, tanto che per me è diventato impossibile staccarmi dalla lettura, complice la perfetta suddivisione in capitoli e il linguaggio utilizzato dall'autore, semplice e scorrevole ma, allo stesso tempo, ricco di emozioni.
Il passato dei personaggi che emerge dai ricordi e il loro presente, così come le avventure che loro malgrado si trovano a vivere, mi hanno portata spesso inconsapevolmente a riflettere su tanti aspetti della vita. L'esempio più eclatante è, sicuramente, l'elenco dei motivi per cui vale la pena vivere che viene accennato a più riprese nel corso della narrazione e poi riportato interamente nelle pagine finali, una lista che, da un'idea quasi banale, è diventata preziosissima per il significato profondo che assume e che mi è rimasta in testa anche adesso, dopo qualche giorno.
I protagonisti mi sono piaciuti, ho apprezzato i loro caratteri tanto diversi e ben delineati, tutti accomunati dalla sofferenza e dalla voglia di riscattarsi. Dei tre, il mio preferito è sicuramente Giorgio, un ragazzo incompreso, alla costante ricerca di se stesso e gravato dalla presenza di un padre ingombrante: mi ha colpita il suo modo di affrontare le situazioni e, in generale, mi ha fatto molta tenerezza. Clo, invece, è il personaggio che mi ha attirata meno: per quanto abbia apprezzato come l'autore abbia costruito il suo passato e come sia riuscito a svelarcelo pian piano, mi è sembrata troppo costruita e finta.
Quello che ho gradito meno del romanzo è la sensazione che gli eventi siano stati estremamente caricati, diventando ai miei occhi esagerati e, alla fine, poco realistici. Tutto quello che succede, accettabile se preso singolarmente, nell'insieme si è rivelato eccessivo.
Anche il finale mi è piaciuto poco, personalmente avrei preferito che l'opera si concludesse qualche riga prima di quanto effettivamente accaduto o, comunque, che non venisse lasciato tutto in sospeso, alimentando così ancora di più la sensazione di distacco dalla realtà che purtroppo mi è rimasta addosso una volta concluso il libro.
Voto: 4/5

Partecipo a:
Di che colore sei: azzurro
Tutti a Hogwarts con le 2 Ciambelle: Grifondoro - Sirius Black - volto in copertina

domenica 12 agosto 2018

[Libri] Joyland di Stephen King



Titolo: Joyland
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Formato: Copertina rigida
Pagine: 351
ISBN: 9788820054274

Estate 1973, Heaven's Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perchè la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw che gli affitta una stanza ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heaven's Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.


Questo romanzo è stato il mio battesimo con le opere di Stephen King, confesso di aver usato un criterio di scelta del tutto casuale (legato, in primis, agli obiettivi delle reading challenge alle quali partecipo) e, anche per questo, di essere rimasta piacevolmente sorpresa dall'impressione più che positiva che ho avuto già dopo poche pagine.
Conoscendo l'autore di fama, mi aspettavo un'impronta horror molto più marcata. Invece l'elemento soprannaturale, pur essendo presente e ricorrente, è rimasto in sottofondo praticamente per tutto il libro, senza scene particolarmente crude e scioccanti, cosa che mi aspettavo e un po' temevo.
Lo stile di scrittura mi ha colpita positivamente e mi ha convinta ad approcciarmi a titoli più voluminosi, cosa che sicuramente farò a breve! La narrazione, infatti, è scorsa velocissima, la trama mi ha totalmente assorbita e non sono riuscita a resistere dall'andare avanti e scoprirne le evoluzioni tanto che, complici le ferie, ho terminato la lettura in poche ore.
Mi è piaciuta molto la scelta di raccontare la vicenda attraverso i ricordi del passato: questo espediente è stato utile per scoprire cosa è accaduto al protagonista negli anni e ha aggiunto alla storia del periodo trascorso nel parco divertimenti Joyland una sensazione di nostalgia che traspare da ogni parola e mi ha permesso di empatizzare ancora di più con Devin.
Le descrizioni delle attrazioni del parco e dei suoi dipendenti sono particolareggiate e mi hanno trasmesso la sensazione di trovarmi davvero lì, sono riuscita a figurarmi ogni giostra e, grazie alla bravura di King nell'esporre il tutto con poche e semplici parole mirate, mi è quasi sembrato di sentirne i suoni e gli odori. Il personaggio di Dev all'inizio non mi ha colpita particolarmente, mi è sembrato il classico ragazzo indeciso sul futuro e spaventato, andando avanti però si è dimostrato migliore di quanto mi aspettassi, svelando coraggio e determinazione, oltre a una maturità inaspettata.
Il sospetto su chi fosse il colpevole del brutale omicidio raccontato mi è venuto qualche pagina prima della rivelazione però, pur avendo intuito in che "gruppo" cercare, non sono stata capace di dare un nome sicuro. Riconosco che l'autore è stato molto abile nel riuscire a aumentare in modo esponenziale la mia curiosità e a sviare dalla soluzione fino all'ultimo, creando un colpo di scena non eccessivamente sorprendente ma indubbiamente piacevole.
Voto: 4,5/5

Partecipo a:
Di che colore sei: nero - leggi un libro di Isaac Aismov o di Stephen King
Tutti a Hogwarts con le 3 Ciambelle: Grifondoro - Sirius Black - libro italiano con titolo straniero
Visual Challenge: nuvola

venerdì 3 agosto 2018

[Libri] Torpedone trapiantati di Francesco Abate



Titolo: Torpedone trapiantati
Autore: Francesco Abate
Editore: Einaudi
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 141
ISBN: 9788806238261

Una «comitiva di sopravvissuti»: a dieci anni esatti dal suo trapianto di fegato, Francesco viene invitato a una rimpatriata cui interverranno cento trapiantati assieme alle rispettive famiglie. È titubante, non sa se partecipare, ma alla fine, trascinato per un orecchio dalla Mamma, sale con lei sul torpedone. Acciacchi, fobie, farmaci indispensabili e piccole miserie: i protagonisti di questa gita somigliano ciascuno a una maschera della commedia, dal timido al giullare, dallo sbruffone al pauroso. In comune hanno il fatto di essere nati due volte, che è un dono immenso, ma anche una responsabilità. Quella di dover essere felici. Con la sua voce carognesca e a tratti malinconica, Abate ci racconta la storia della nostra fragilità e, al contempo, della nostra cocciuta voglia di vivere.


Conoscevo Abate solo di nome e, iniziata la lettura, non sapevo di trovarmi davanti a un'opera autobiografica. Il dubbio e la relativa conferma li ho avuto dopo poche pagine, quando ho capito che i personaggi descritti non sono frutto della fantasia, bensì vere persone con le quali lo scrittore e giornalista ha condiviso la sua esperienza. Ovviamente ciò mi ha fatto andare avanti guardando alla storia con occhi diversi.
La vicenda tragicomica della gita organizzata per il folto gruppo di trapiantati membri di un'associazione è solo il pretesto per costruire un libro che affronta una tematica particolare, a mio avviso non semplice da descrivere e sicuramente insolita rispetto a quanto generalmente trattato. L'autore è stato bravissimo a dosare momenti decisamente profondi, nei quali vengono ricordati i giorni bui e viene reso onore ai donatori e agli amici che non ce l'hanno fatta, con molta ironia e divertimento, tanto che per me è stato difficile, in entrambi i casi, riuscire a trattenere le lacrime.
Francesco, detto Checco, è protagonista e narratore e mi è piaciuto molto, di lui ho apprezzato soprattutto come abbia saputo trattare un argomento così difficile senza cadere nella facile autocommiserazione ma, anzi, raccontando di risate e prese in giro. La realtà viene esposta senza filtri e, per questo, il libro mi è apparso tremendamente vero, dimostrando, ad esempio, come la sofferenza non renda automaticamente buoni. Comunque, ciò che ho trovato maggiormente tra le pagine e che mi è rimasto anche dopo aver terminato la lettura, è la voglia di vivere e la speranza costante che accompagna i personaggi, tanti e tutti ben caratterizzati.
La figura che in assoluto ho preferito, però, è sicuramente la Mamma, una donna che ha sofferto in passato a causa della malattia che le ha portato via il giovane marito e che vive ogni giorno con la paura di perdere il figlio. Di lei ho apprezzato e, lo ammetto, un po' invidiato, la capacità di andare avanti con forza e testardaggine, senza mostrarsi mai debole e, anzi, riuscendo a trasformare tutto in un motivo di orgoglio e ottimismo.
Lo stile di Abate mi è piaciuto molto, nonostante la tematica per certi versi "pesante", le pagine sono state scorrevoli, ricche di un umorismo particolare e piacevolissimo, condito da perle in dialetto sardo con relative spiegazioni che mi hanno convinta ad approfondire la mia conoscenza con l'autore a breve, attraverso le altre sue opere dove viene raccontato il percorso profondo e delicato del suo trapianto di fegato.
Voto: 5/5

Partecipo a:
Tutti a Hogwarts con le 3 Ciambelle: Grifondoro - Sirius Black - Cappello parlante

lunedì 30 luglio 2018

[Libri] Tartarughe all'infinito di John Green




Titolo: Tartarughe all'infinito
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Formato: eBook
Pagine: 234
ISBN: 9788858691151

Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c'è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.


Questo romanzo mi ha colpita positivamente perché non mi aspettavo di trovare una storia tanto profonda e ricca di significato, soprattutto in un libro indirizzato agli adolescenti ma che, personalmente, consiglio a tutti.
La trama attorno alla quale si svolge l'azione, infatti, è solo il pretesto per un'analisi minuziosa e approfondita dei problemi psichici della protagonista Aza. La ragazza mi è piaciuta molto, non è stato semplice entrare nella sua testa e capirla ma, andando avanti con la narrazione, i suoi pensieri hanno raggiunto una profondità tale da lasciarmi senza parole. Il suo dolore, la sua battaglia contro i demoni interiori - espressa in modo magistrale dai dialoghi con se stessa che Green ha saputo costruire - mi sono entrati dentro e ho finito per entrare nella sua spirale, soffrire al suo fianco e tifare per lei e per la sua ripresa.
Ho apprezzato anche Davis, il co-protagonista maschile che ho trovato estremamente maturo. Il suo personaggio è molto malinconico e la vicenda che riguarda la sua famiglia è carica di tristezza e evolve in una maniera che, sinceramente, non mi sarei mai aspettata.
Mi è piaciuta meno Daisy, la migliore amica un po' superficiale ma sincera. Riconosco la bravura dell'autore nella sua caratterizzazione però, ai miei occhi, la ragazza non è riuscita a riscattarsi completamente.
In generale pensavo di trovare un finale diverso e, da questo punto di vista, sono rimasta leggermente delusa. Tuttavia, ho gradito gli accenni al futuro della protagonista e il modo in cui essi ci vengono svelati.
Voto: 4/5

Partecipo a:
Di che colore sei: azzurro - leggi un libro di John Green

sabato 28 luglio 2018

[Libri] Favola splatter di Beppe Tosco e Francesco Tosco



Titolo: Favola splatter
Autore: Beppe Tosco e Francesco Tosco
Editore: Frassinelli
Formato: Copertina rigida
Pagine: 264
ISBN: 9788893420327

Milano. Tra 15 anni. Gheorge Pop è un criminale pieno di idee brillanti. L'ultima, davvero geniale, è quella di riutilizzare la cocaina che - una volta evacuata dai suoi consumatori - abbonda nelle fogne di Milano: raccoglierla, filtrarla, ripulirla, e rimetterla in circolazione. Little Virgin, la chiama (raffinato inglesismo per Madunina). Un tragico giorno d'estate, però, un temporale fa cadere un'enorme gru sul deposito in cui Pop tiene ammassate tonnellate di droga da ripulire, che trascinate dal vento si spargono sopra Milano. E la città impazzisce: i freni inibitori scompaiono, e gli operosi cittadini di Milano si abbandonano ai loro desideri più nascosti. Desideri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si rivelano essere estremamente violenti. Vendette, violenze, omicidi dilagano per le vie di Milano, e, come se non bastasse quello che succede davvero, qualcuno si diverte a gettare benzina sul fuoco attraverso il web, dove spopola l'hashtag #MilanoFiesta, che viralizza e diffonde all'infinito le immagini e i video della follia. In questo contesto inizia l'odissea di uno strano trio: Vladi, un ragazzino di origini russe strutturalmente orfano; Lola, adolescente tanto impaurita quanto decisa, e il comandante dei carabinieri De Leo, che - non potendo fare nulla per fermare l'ondata di violenza - decide che la cosa migliore da fare sia provare a salvare almeno i due ragazzini. E intanto si domanda: ma è possibile che sia stata solo una nuvola di droga a scatenare tutto questo?


Questo romanzo è particolare e offre tanti spunti di riflessione, non nascondo che questo genere è molto diverso rispetto a quello a cui sono abituata e, visti gli argomenti trattati, soprattutto all'inizio, ho fatto un po' fatica ad andare avanti con la lettura. Nonostante ciò, lo stile di scrittura mi è piaciuto, l'ho trovato veloce e capace di tenere alta l'attenzione, grazie ai continui cambi di scenario e alla narrazione dinamica e innovativa, ad esempio ho gradito la scelta di affidare spesso il punto di vista a quello di un falco che sorvola la città. 
Purtroppo molte parti mi sono sembrate eccessivamente crude e violente, ancora di più se si considera che tanti fatti raccontati sono estremizzazioni di casi veri di cronaca nera accaduti negli ultimi anni a Milano.
I protagonisti mi sono piaciuti, Lola e Vladi mi hanno fatto tenerezza e ho apprezzato molto i loro caratteri, la loro forza nel reagire a una situazione surreale e la capacità di sopravvivere e affrontare il pericolo con astuzia e intelligenza. De Leo mi è sembrato più misterioso e non mi ha convinta fino in fondo, il colpo di scena dedicato al suo personaggio però mi ha colpita, l'ho trovato inaspettato e perfetto per movimentare la situazione e stuzzicare la fantasia del lettore. 
Un po' deludente il finale che mi aspettavo diverso e non così sbrigativo e poco esaustivo. 
Voto: 3,5/5

Partecipo a:
Visual Challenge: uccello

mercoledì 25 luglio 2018

[Libri] Negli occhi di chi guarda di Marco Malvaldi



Titolo: Negli occhi di chi guarda
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Sellerio
Formato: eBook
Pagine: 201
ISBN: 9788838936975

Malvaldi rende benissimo la coralità dell’azione di 'Negli occhi di chi guarda' e il suo accento toscano ben si confà alla lettura di un romanzo che è un autentico carosello di personaggi che ruotano attorno al Podere Pianetti e ai suoi misteri: una contesa in famiglia, un quadro introvabile, un cadavere che emerge tra le sterpaglie di un incendio. Un connubio tra scienza, intreccio e arguzia.


La prima cosa che mi ha colpita di questo romanzo è sicuramente l'ambientazione, che ho trovato bellissima. Ammetto di avere un debole per la Toscana e per i suoi paesaggi, ma l'autore è stato bravissimo a descrivere il casolare teatro della vicenda, tanto che per per me è stato semplicissimo immaginarmi a Poggio alle Ghiande, a passeggiare nei suoi giardini e a respirare l'aria di campagna. 
Quello che mi è piaciuto di più, però, è ciò che è davvero al centro di quanto raccontato e cioè la coralità di personaggi che costruisce la storia. Nonostante l'elevato numero, ogni "ospite" della tenuta è ben caratterizzato e ben distinto dagli altri per pregi e difetti. Ho trovato ingegnoso scegliere due gemelli come protagonisti e ho apprezzato particolarmente come, dalle loro caratteristiche comuni, si sia costruita una trama ricchissima di dettagli e vicende secondarie che nascondono uno studio approfondito da parte di Malvaldi nei vari settori. Nel libro troviamo, infatti, tanti riferimenti al mondo della medicina e dell'arte ma, nonostante ciò, l'opera è scorrevole, piacevole e veloce da leggere, oltre a essere estremamente divertente e ironica in molte scene.
Il caso giallo si inserisce perfettamente nel contesto e, personalmente, la rivelazione del colpevole e del movente mi ha sorpresa. Confesso di essere arrivata alle ultime pagine con molti dubbi e nessuna certezza ma, in tutta sincerità, non mi sarei mai aspettata quel nome!
Voto: 5/5

Partecipo a:
Di che colore sei: giallo
Visual Challenge: bottiglia