Titolo: Cecità
Autore: José Saramago
Editore: Feltrinelli
Pagine: 288
ISBN: 9788807881572
In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.
Cecità è una di quelle opere, considerate ormai "classici", che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. Mi ero ripromessa di farlo, prima o poi, e l'occasione è arrivata grazie alla reading challenge.
Il romanzo è un distopico che racconta di un improvviso e inaspettato morbo che colpisce tutta la popolazione causando un particolare tipo di cecità, poiché si perde l'uso della vista ma, davanti agli occhi, rimane una sorta di bianco bagliore. Nonostante manchino riferimenti in merito al luogo e al periodo storico e non vengano mai svelati i nomi dei personaggi, la storia riesce a scorrere perfettamente, svelando tutte le brutture di una società che viene privata, capitolo dopo capitolo, di tutto ciò che quotidianamente viene dato per scontato.
C'è tuttavia una figura che, inspiegabilmente, rimane immune ed è la moglie del medico oculista. Attraverso i suoi occhi il lettore riesce a vedere l'orrore che avanza con lo scorrere del tempo ma anche il senso di comunità e solidarietà che inizia a svilupparsi una volta superate le difficoltà iniziali.
Per buona parte del libro mi sono chiesta quale sarebbe potuto essere il finale, ammetto che non mi aspettavo la svolta che ho trovato ma ne sono rimasta soddisfatta.
Nonostante il numero non eccessivamente elevato di pagine penso che la narrazione debba essere affrontata con calma proprio per capirne appieno le metafore e il senso nascosto dietro un racconto apparentemente lineare.
Voto: 4/5
PAC-BOOK Challenge: chiave

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