Titolo: Skippy muore
Autore: Paul Murray
Editore: Einaudi
Pagine: 720
ISBN: 9788806263737
Quando, un venerdì di novembre, Skippy si accascia sul pavimento durante una gara a chi mangia più ciambelle, nessuno ci fa caso. Non ci fanno caso i compagni del Seabrook College che bullizzano Skippy da tempo. E non ci fa caso Ruprecht, suo compagno di stanza, genio della scuola eternamente sovrappeso e negato per qualunque cosa che non abbia a che fare con la matematica. Eppure, il mistero della morte di Skippy e delle settimane che l’hanno preceduta finirà per scombinare l’esistenza dei ragazzi e dell’intera comunità della scuola. Dal preside, soprannominato l’«Automa», ai genitori e ai professori, evidentemente troppo distratti da tresche e disillusioni personali per accorgersi che qualcosa, nella vita di Skippy, proprio non quadrava.
Questo libro ha una struttura particolare perché già dal titolo e dal prologo svela il tema principale attorno al quale verrà poi costruita tutta la trama. La narrazione è organizzata in quattro parti che raccontano la storia prima e dopo la morte di Skippy.
In realtà il ragazzo non è l'unico protagonista: fin da subito, infatti, appare chiaro l'intento di costruire un romanzo corale che, almeno all'inizio, mi ha lasciato una sensazione di stordimento per i nomi dei tanti personaggi. I capitoli alternano, a volte in modo poco chiaro, le voci degli studenti del cattolico Seabrook College irlandese e quelle dei loro professori, svelando segreti del passato, problemi e veri e propri crimini. L'autore è riuscito a rendere bene le sensazioni tipiche dell'adolescenza ma gli adulti ne escono malissimo, ragionando quasi peggio dei loro alunni, nascondendo e pensando solo al proprio tornaconto. A mio avviso non è bastato il guizzo finale di Howard per risollevare le sorti della loro generazione.
Personalmente, a un avvio lento ma intrigante, è seguita una seconda parte inconcludente, per arrivare a dei capitoli conclusivi con un ritmo più serrato che, tuttavia, non è bastato a rivitalizzare un'opera che avrebbe avuto un bel potenziale visti i tanti argomenti spinosi affrontati ma si è persa nella prolissità dell'esposizione.
Voto: 3/5
PAC-BOOK Challenge: annuale 2

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