Titolo: La governante
Autore: Csaba dalla Zorza
Editore: Marsilio
Pagine: 245
ISBN: 9788829792719
Vista da fuori, la sua vita non mostra nessuna sbavatura, solo la precisione tipica di ciò che viene deciso a tavolino. Una donna che ha avuto tutto: marito, figli, una bella casa, una posizione professionale invidiabile. Ha avuto tutto ciò che per molti dovrebbe dare la felicità. Per il suo sessantesimo compleanno decide di farsi un regalo: seguire un desiderio nascosto, lasciare ciò che ha per andare altrove. Un pezzo alla volta, la donna apre a chi legge il suo cuore, come l’armadio in cui custodisce la sua collezione di porcellane. Riprendono così aria pezzi di un’esistenza di cui nessuno ha mai avuto conoscenza. Una confessione in bilico tra il desiderio di essere e la necessità di apparire. Una donna che ha coperto con la forza di volontà le sue fragilità, che ha dovuto lottare contro la cosa più grande che la vita potesse metterle davanti: se stessa. La famiglia, il giudizio degli altri, la paura di essere inadeguata sono stati punti fermi ai quali aggrapparsi, ma anche da cui scivolare. Sino al giorno in cui capisce che accettare di essere come sei, anche quando non corrisponde all’idea che gli altri hanno di te, alle aspettative che nutrono, è l’unico modo per iniziare a vivere davvero.
Conosco Csaba per i suoi programmi televisivi ed ero curiosa di scoprirla in questa nuova veste di autrice. Purtroppo l'esperimento, almeno per me, non è riuscito.
Ho trovato la lettura, seppure scorrevole nella forma, molto lenta nei contenuti che, andando avanti nei capitoli, si sono rivelati ripetitivi e poco accattivanti. Da ogni pagina emerge la personalità della scrittrice ma i tanti dettagli in merito al bon ton, se inizialmente mi hanno interessata, andando avanti sono diventati noiosi e fastidiosi, apparendo più come un'auto-celebrazione che qualcosa di funzionale alla narrazione.
La storia, attraverso vari flashback, tocca una serie di argomenti che, gestiti diversamente, sarebbero potuti essere interessanti ma che, in realtà, si perdono strano facendo senza aggiungere nulla alla trama. Essa risulta quindi piatta, risollevata soltanto dalla scoperta dell'identità del narratore, sul quale viene volutamente mantenuta un'aria di mistero fino alla metà dell'opera che, tuttavia, non mi è piaciuta in quanto mi sono sentita quasi presa in giro.
Voto: 2,5/5
PAC-BOOK Challenge: chiave

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