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giovedì 24 dicembre 2020

[Libri] Intramontabile Elisabetta di Antonio Caprarica

Titolo: Intramontabile Elisabetta
Autore: Antonio Caprarica
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 391
ISBN: 9788868363925

Per i detrattori è "Elisabetta la Lunga", la sovrana senza qualità particolari, dotata della sola virtù della longevità. Per la grande maggioranza degli inglesi, e anche per qualche convinto repubblicano, è l'amato e indiscusso simbolo della nazione e della grandezza del Paese. Per i media è un'icona mondiale. Chi è dunque, e chi è stata, nei novant'anni della sua vita, Elizabeth Alexandra Mary Windsor? Per rispondere a questa curiosità Antonio Caprarica, che ha avuto più occasioni d'incontrarla, ne ha esplorato la storia a partire dalla nascita nella casa londinese di Bruton Street, il 21 aprile 1926, e dall'infanzia trascorsa a Buckingham Palace insieme ai nonni, dai quali ha ereditato la parsimonia fino alla tirchieria e il maniacale rispetto della forma e dei ranghi che ancora oggi le vengono rimproverati. Ha seguito Elisabetta nei viaggi giovanili con Filippo e nelle stanze dove, ad appena ventisei anni, ha imparato l'arte di regnare. L'ha osservata nelle occasioni ufficiali e nelle crisi famigliari ricostruite attraverso le indiscrezioni di corte... Una biografia che ripercorre le cadute e i trionfi di oltre sessant'anni di regno, indaga sulla magia che circonda la monarchia britannica e narra, al tempo stesso, una favola d'altri tempi.


Le biografie non sono uno dei generi letterari che preferisco ma quando ho visto questo libro dedicato alla regina Elisabetta II ho deciso di dargli una possibilità, considerando che l'autore è uno dei giornalisti italiani più esperti sull'argomento. 
La maggior parte del testo è occupata da episodi della vita di Elisabetta bambina e poi ragazza e giovane sovrana, questi racconti sono stati utili a farmi scoprire tanti avvenimenti sconosciuti ai più e a tracciare con maggior precisione un quadro caratteriale della persona e del personaggio. 
Ho gradito in particolare la parte riguardante il matrimonio con Filippo e tutti i retroscena della loro storia d'amore, venendo a conoscenza di dettagli che sinceramente mai avrei immaginato!
Per mio gusto personale avrei preferito maggiori approfondimenti anche in relazione agli anni più recenti, visto che i fatti a partire indicativamente dagli anni Novanta sono descritti in modo più sommario e sbrigativo. Inoltre, alcuni capitoli dell'opera sono stati più lenti di altri e, a volte, a mio parere un po' noiosi ma, nel complesso, ho trovato questa lettura piacevole e, in generale, ho apprezzato tutto l'excursus sulla vita di questa donna indubbiamente unica.
Voto: 4/5

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giovedì 17 dicembre 2020

[Libri] La canzone di Achille di Madeline Miller

Titolo: La canzone di Achille
Autore: Madeline Miller
Editore: Marsilio
Pagine: 382
ISBN: 9788831780988

Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.


Ho conosciuto questa autrice leggendo Circe, un romanzo che mi è piaciuto moltissimo per il suo mix di storico, mitologico e sentimentale. Quando ho visto il gruppo di lettura organizzato per questo titolo ho subito deciso di partecipare, credendo e sperando di ritrovare anche tra le sue pagine le stesse sensazioni, ma le mie aspettative non sono state completamente soddisfatte.
Il punto di forza di tutto il testo è sicuramente lo stile di scrittura della Miller, capace di trascinare nella storia e far scivolare i capitoli senza rendersene conto. Secondo me è stato dato un eccessivo risalto alla parte romance, sfociando spesso in scene al limite dell'erotico fine a se stess e penalizzando l'azione.
A sorpresa, la voce narrante è quella di Patroclo, un protagonista che, nonostante il ruolo di spicco, rimane a lungo nell'ombra e non emerge per doti particolari, salvo risvegliarsi nel finale per guadagnare un po' di gloria, restando però nel complesso poco incisivo.
Come molti, conosco il mito di Achille per aver studiato a scuola l'Iliade, tuttavia, soprattutto nella prima parte del romanzo, ho incontrato una figura molto lontana da quanto immaginato. L'eroe viene infatti descritto come un ragazzo bellissimo, garbato nei modi e benvoluto da tutti che, a metà del libro, entrando nel vivo della battaglia, si trasforma in un guerriero sanguinario, preferendo la fama a tutto il resto: un cambiamento repentino che mi ha spiazzata.
Ho trovato invece molto bello il personaggio di Odisseo che, seppur secondario, riesce ad emergere con la sua astuzia, intelligenza e simpatia.
Voto: 3,5/5

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sabato 31 ottobre 2020

[Libri] Winter. Cronache lunari di Marissa Meyer

Titolo: Winter. Cronache lunari
Autore: Marissa Meyer
Editore: Mondadori
Pagine: 655
ISBN: 9788804675556

La giovane principessa Winter è molto amata dal suo popolo per la sua grazia e la sua gentilezza. E, nonostante le cicatrici che ne deturpano il volto, è considerata uno splendore dai Lunari, anche più della regina Le-vana, la sua matrigna. Winter, poi, disprezza la sovrana con tutta se stessa, anche perché sa che la donna non approverà mai i suoi sentimenti per il bel Jacin, amico d'infanzia nonché guardia del palazzo. Ma Winter non è la fragile creatura che Levana pensa che sia. Infatti, la ragazza ha l'occasione di privarla del suo potere. E ora, grazie all'aiuto della cyborg Cinder e delle sue alleate, le viene offerta la possibilità concreta di dare inizio a una rivoluzione che rovesci la sovrana e ponga fine così alla guerra che infuria ormai da tanti, troppi anni. Riusciranno Cinder, Scarlet, Cress e Winter a sconfiggere Levana e a trovare ognuna il proprio lieto fine?


Il finale del precedente volume della saga mi ha messo addosso una grande curiosità in merito al grande epilogo delle Cronache Lunari, quindi non ho aspettato molto prima di leggere questo libro. Viste le premesse avevo alte aspettative che non sono state completamente deluse ma che, in minima parte, sono state ridimensionate.
Personalmente ho trovato che in questo capitolo l'autrice si sia persa un po' troppo in descrizioni e racconti che mi sono sembrati più un espediente per allungare la narrazione che qualcosa che arricchisse davvero la trama. Rispetto ai precedenti, inoltre, la storia mi è sembrata più statica, nonostante sia comunque ricca di azione.
Winter non mi ha emozionata come già successo in precedenza con le altre protagoniste che hanno dato il loro nome ai titoli: l'idea alla base della sua figura è sicuramente interessante, i riferimenti a Biancaneve sono stati ben studiati ma l'ho trovata meno coinvolgente. Mi sono invece piaciuti molto gli sviluppi dati agli altri personaggi, così come ho apprezzato l'alternanza dei vari scenari. 
La Meyer è riuscita a non cadere nel banale con una conclusione che, pur rispettando la tradizione come sottolineato dalla frase che chiude la tetralogia, evidenzia ancora una volta il carattere forte e indipendente di Cinder, eroina indiscussa della serie.
Voto: 3,5/5

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venerdì 23 ottobre 2020

[Libri] Lui è tornato di Timur Vermes



Titolo: Lui è tornato
Autore: Timur Vermes
Editore: Bompiani
Pagine: 448
ISBN: 9788845294860

Estate 2011: Adolf Hitler si sveglia in uno dei campi incolti e quasi abbandonati del centro di Berlino. Sessantasei anni dopo la sua fine nel bunker, Adolf si trova catapultato in una realtà diversa: la guerra sembra finita, nessuna traccia di truppe e commilitoni, si respira un'aria di pace e al timone del paese c'è una donna. E così, contro ogni previsione, Adolf inizia una nuova carriera, in televisione: non è un imitatore né una controfigura, interpreta sé stesso e non fa né dice nulla per nasconderlo. Anzi, è tremendamente reale. Eppure nessuno gli crede: tutti lo prendono per uno straordinario comico, e lo imitano.


Questo romanzo è indubbiamente particolare, sinceramente non sapevo cosa aspettarmi quando ho iniziato la lettura ma, considerando il successo che ha avuto qualche anno fa, ho deciso di concedergli un'opportunità.
Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata la bravura dell'autore nel riuscire a calarsi nei panni di un personaggio dalla psicologia complessa, pur dovendone spesso immaginare il comportamento in relazione ai fatti moderni, come ampiamente spiegato nel lungo approfondimento finale.
Dietro la sua fortissima vena satirica, questo libro dimostra in modo piuttosto inquietante come sia facile plasmare le menti e come il successo possa arrivare in modo repentino e inaspettato giocando le carte giuste, argomenti che fanno riflettere e preoccupare.
Il lavoro di ricerca storica e sociale si impone prepotentemente in ogni pagina, con riferimenti al passato poco velati, a volte solamente con particolari accennati, altre in modo più massiccio. Tuttavia, spesso le parole messe in bocca a Hitler mi sono sembrate più che altro un pretesto per una critica dissacrante alla politica attuale tedesca da parte di Vermes. Nonostante ciò la narrazione è molto fluida e il testo scorre piacevolmente.
Voto: 4/5

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domenica 18 ottobre 2020

[Libri] I Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni


Titolo: I Bastardi di Pizzofalcone
Autore: Maurizio de Giovanni
Editore: Einaudi
Pagine: 316
ISBN: 9788806215736

Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell'alta società. Le indagini vengono affidate all'uomo di punta della squadra, l'ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.


Ho avuto modo di conoscere Lojacono nel primo libro della serie ed ero rimasta piacevolmente colpita dal suo personaggio ma, soprattutto, dal modo in cui l'autore fosse riuscito a raccontare i suoi trascorsi e a mostrarci il suo carattere con poche parole e tante azioni ben studiate. La figura dell'ispettore si è riconfermata particolarmente interessante, l'accostamento delle sue vicende personali con la vita lavorativa appare ben studiato e la diatriba sentimentale che inizia ad affacciarsi in modo marcato sul finale del testo mi incuriosisce molto. 
Il gruppo dei Bastardi è ben assortito e si amalgama bene, nonostante ogni personaggio racchiuda caratteristiche proprie estremamente distintive. Mi è piaciuto l'approfondimento rapido ma efficace di ognuno di essi, storie che promettono risvolti interessanti nei prossimi capitoli della saga.
In merito al nome del colpevole del caso di omicidio trattato ho avuto più di un sospetto già pagine prima della risoluzione e quindi questo è l'aspetto che, forse, mi ha colpita meno dell'opera.
La scrittura di De Giovanni si è mostrata ancora una volta coinvolgente e appassionante, rendendo il testo scorrevolissimo e portandomi alle pagine finali in poche ore.
Voto: 4/5

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Guess my Book Reading Challenge: leggi un romanzo ambientato a Napoli

lunedì 31 agosto 2020

[Libri] Hamburger & miracoli sulle rive di Shell Beach di Fannie Flagg


Titolo: Hamburger & miracoli sulle rive di Shell Beach
Autore: Fannie Flagg
Editore: Sonzogno
Pagine: 305
ISBN: 9788845405792

Shell Beach, in un angolo del Mississippi che nessuno conosce, viene ricordata solo per il carattere lunatico e stravagante dei suoi abitanti: gente un po' rissosa ma ancora capace di sognare, e tremendamente simpatica. Tra loro c'è Daisy Fay Harper, una ragazza che non sta mai zitta e che da grande ha deciso di diventare Miss America. Nell'attesa di coronare il suo sogno tiene un diario dove annota le divertenti avventure della sua adolescenza in una cittadina di provincia, dando vita ad una colorita galleria di personaggi teneri e memorabili, che riconoscono il valore della solidarietà e dell'amicizia e che amano le cose semplici della vita.


Ciò che apprezzo sempre maggiormente dei libri della Flagg è l'ambientazione delle sue storie, l'autrice riesce infatti a rendere benissimo su carta le caratteristiche fisiche di alcuni dei luoghi probabilmente meno conosciuti degli Stati Uniti ma anche e soprattutto la loro storia e le tante particolarità. 
Anche la descrizione dei personaggi è ben studiata e avviene in genere in modo indiretto, sono infatti le tante figure che appaiono tra le pagine a farsi conoscere grazie alle loro gesta, anche se spesso sono solo comparse che, tuttavia, lasciano il segno. In questo romanzo, ad esempio, mi ha colpita Cecil, una sorta di stilista che appare solamente negli ultimi capitoli ma non passa inosservato, bizzarro nell'aspetto e nei comportamenti ma con un cuore d'oro.
A differenza di altri titoli che ho già letto, stavolta la protagonista è un'adolescente che narra in prima persona, sotto forma di diario, un arco temporale che va dal 1952 al 1959. L'autrice è stata bravissima a immedesimarsi in una ragazza di quella età e ha saputo rendere bene i suoi timori e la sua inesperienza su molti aspetti della vita, regalando al lettore alcune perle per le quali è impossibile non sorridere. Tuttavia ho avuto l'impressione che mancasse qualcosa: alcuni passaggi sono stati un po' noiosi, spesso Daisy si è dimostrata poco simpatica e molte scene sono stati portate al limite del surreale e, per me, esagerate in modo eccessivo. 
Nonostante questi passaggi poco coinvolgenti, la lettura si è rivelata, come prevedevo, piacevole e scorrevole, la trama è piuttosto originale e, nel complesso, il libro non mi ha delusa.
Voto: 3,5/5

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Guess my book Reading Challenge: leggi un romanzo pubblicato prima del 2000

sabato 22 agosto 2020

[Libri] Metro 2033 di Dmitry Glukhovsky


Titolo: Metro 2033
Autore: Dmitry Glukhovsky
Editore: MPlayer Edizioni
Pagine: 779
ISBN: 9788863550979

L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.


Leggere questo romanzo è stata per me una vera e propria sfida, sia per quanto riguarda il numero delle pagine che per l'argomento trattato, molto lontano dai miei generi preferiti e sicuramente non leggero. Non nascondo quindi che, soprattutto all'inizio, non è stato affatto semplice entrare nell'ottica di quanto avevo davanti e riuscire a prendere il ritmo giusto. Non hanno contribuito alla velocità della narrazione nemmeno i tanti nomi di posti e personaggi russi, difficili sia da leggere che da ricordare. 
Tuttavia la storia, per quanto lontana dalle mie corde, una volta ingranata non mi è dispiaciuta, rivelando un'opera indubbiamente originale e particolare nella sua struttura e negli espedienti usati dall'autore per portare la distopia e la fantascienza quanto più vicine a luoghi e situazioni reali. Andando avanti nelle pagine ho imparato ad apprezzare il protagonista Artyom e le sua impresa, inoltre le stranezze incontrate nel suo viaggio, che si rivela fisico ma soprattutto psicologico e di crescita personale, mi sono sembrate così più facili da interpretare e accettare.
Il finale è inaspettato e sinceramente mi ha lasciata un po' interdetta, il colpo di scena che Glukhovsky ha voluto inserire e che stravolge, a posteriori, molti degli avvenimenti incontrati nella trama, con me è riuscito nel suo intento.
Voto: 3,5/5

Challenge Jukebook 2.0: leggi un libro ambientato nel futuro
Guess my book Reading Challenge: leggi un romanzo appartenente alla letteratura russa

lunedì 17 agosto 2020

[Libri] Tu sei il male di Roberto Costantini


Titolo: Tu sei il male
Autore: Roberto Costantini
Editore: Marsilio
Pagine: 667
ISBN: 9788831735896

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.


Sin dalle prime battute è facile intuire come il protagonista di questo romanzo sia particolare, il classico commissario sregolato, con caratteristiche sui generis e spesso un po' fuori dall'ordinario. Proprio per questo suo carattere, questa figura non mi ha convinta completamente ma, nel complesso, l'ho trovata adatto alla storia, arricchendo di dettagli alcuni passaggi che altrimenti sarebbero stati forse troppo piatti e noiosi.
La trama è abbastanza originale e ben studiata, peccato che, a mio avviso, si sia persa eccessivamente nella parte centrale. La mole di pagine del testo infatti, diventa a un certo punto troppo confusionaria e la vicenda sembra prendere una strada totalmente diversa e opposta al caso della Sordi. Vengono tirati in ballo troppi nuovi personaggi, diventa difficile districarsi tra le faide e i dettagli lasciati nei vari capitoli, nonostante il collegamento tra tutto quanto scritto venga poi man mano svelato. Personalmente avrei preferito una narrazione più snella e coinvolgente, con maggiore risalto dato al caso principale, cosa che sembrava emergere dalla sinossi.
La risoluzione dell'indagine è un po' scontata e non mi ha colpita come speravo, sinceramente avevo intuito il coinvolgimento di un personaggio in particolare sin dalle prime battute quindi, quello che probabilmente sarebbe dovuto essere il colpo di scena principale, su di me non ha avuto effetto. 
Voto: 3/5

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domenica 9 agosto 2020

[Libri] Novemila giorni e una sola notte di Jessica Brockmole


Titolo: Novemila giorni e una sola notte
Autore: Jessica Brockmole
Editore: Nord
Pagine: 334
ISBN: 9788842923329

"Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi..." E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla.


Questo romanzo ha un'impostazione particolare che mi è piaciuta molto, sia perché è completamente epistolare, sia perché si svolge su due diversi piani temporali, entrambi però decisamente caratteristici visto che interessano le due Guerre Mondiali. La trama, infatti, racconta le vite di Elspeth e Margaret, strettamente connesse in quanto madre e figlia, concentrandosi soprattutto sulla prima e sulla romantica storia con David, nata per puro caso a migliaia di chilometri di distanza.
Le pagine sono intrise di romanticismo, in un'atmosfera da film resa ancora più magica dall'ambientazione su una pittoresca isola scozzese che, con i suoi paesaggi brulli e la sua natura incontaminata, diventa lo sfondo perfetto per un amore segreto e malinconico. La struttura del libro, inoltre, aiuta molto a immedesimarsi nei personaggi e nell'evoluzione della loro vicenda.
Purtroppo ho notato come il titolo in italiano non rispecchi appieno lo spirito dell'opera, personalmente avrei semplicemente tradotto l'originale in "Lettere da Skye" che, nella sua semplicità, racchiude perfettamente l'essenza di tutto il romanzo.
Ho trovato il finale e anche alcuni passaggi durante la narrazione un po' prevedibili ma, nel complesso, la lettura è stata molto piacevole ed estremamente scorrevole.
Voto: 4/5

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sabato 8 agosto 2020

[Libri] Echi in tempesta. L'Attraversaspecchi di Christelle Dabos


Titolo: Echi in tempesta
Autore: Christelle Dabos
Editore: Edizioni E/O
Pagine: 576
ISBN: 9788833572239

Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio. Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull'indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell'Altro, l'essere di cui non si conosce l'aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l'Altro, senza sapere nemmeno com'è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all'osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.


Questo romanzo, il quarto della saga L'Attraversaspecchi, si prospettava come la risposta a tutte le domande e le stranezze scoperte e analizzate nei volumi precedenti. Purtroppo ha deluso le mie aspettative, non solo creando ulteriori questioni e aggiungendo troppi dubbi nel corso dei capitoli, ma anche lasciandomi con l'amaro in bocca voltata l'ultima pagina.
Dopo tante avventure e spostamenti e tanti nomi di luoghi e persone, ho trovato molto utile il riassunto e lo schema all'inizio dell'opera, tuttavia almeno buona metà del libro è stato molto confusionario, continuando ad aggiungere misteri alla narrazione senza chiarimenti. 
Mi è dispiaciuto molto non ritrovare i personaggi ai quali mi ero affezionata nel corso della storia, l'attenzione è stata concentrata sui due protagonisti e i pochi accenni ad alcune di quelle che sembravano essere figure chiave come Archibald e Vittoria si sono praticamente perse per strada. A mio avviso l'alternanza di ambientazione avrebbe giovato anche alla fluidità della lettura che, per quanto scorra comunque bene, ha risentito un po' di questa situazione di stallo.
Il finale è ciò che mi ha delusa maggiormente: ho gradito il colpo di scena del tutto inaspettato e la rivelazione sulla figura chiave attorno alla quale ruota l'intero schema narrativo, però non sono riuscita ad accettare la decisione dell'autrice di concludere questa serie da migliaia di pagine senza un nulla di fatto, lasciando uno spiraglio di apertura assolutamente non adatto alla situazione e screditando, secondo me, dei personaggi che avrebbero decisamente meritato un epilogo di tutt'altro genere.
Voto: 2,5/5

Gdl organizzato da Desperate Bookswife e Ombre di Carta
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martedì 4 agosto 2020

[Libri] Lo spacciatore di carne di Giuliano Sangiorgi


Titolo: Lo spacciatore di carne
Autore: Giuliano Sangiorgi
Editore: Einaudi
Pagine: 169
ISBN: 9788806212186

Edoardo, universitario pugliese a Bologna, racconta la storia della propria pazzia amorosa. Novello Orlando metropolitano, solo più innamorato e molto più furioso, Edoardo rievoca, in un continuo gioco di specchi con il proprio passato, il trauma del primo animale ucciso dal padre macellaio, l'orrore del sangue che cola dalle carcasse appese, l'avventura del viaggio in treno verso l'università e l'incontro con Stella, una ragazza appassionata di morsi e golosa di sangue, di cui si innamora all'istante. Ogni settimana il padre manda i tagli di carne più pregiati al figlio che studia lontano e lui li usa per far colpo sugli amici. Quando però Stella lo tradisce, per Edoardo la carne diventa ossessione. Inizia a spacciarla, tagliandola in banconote, che utilizza come denaro contante. In un mondo perennemente allucinato, popolato da belve fameliche, dove tutto sembra possibile. Persino la redenzione. La vita degli studenti e la provincia pugliese si caricano di accenti mitici e ancestrali. Sangue, sacro e droga, si confondono in un unico grido d'amore e follia.


Questo libro ha un'impostazione originale e sicuramente diversa da quello che ci si aspetta da un classico romanzo, lo stile di scrittura, infatti, è decisamente particolare. Soprattutto all'inizio, mi è risultato un po' ostico e ho fatto fatica ad entrare nel giusto ritmo di lettura visto che, tra le frasi e le ripetizioni, la narrazione assume un aspetto quasi poetico e il ritmo diventa quello di una canzone, non a caso pensando all'autore. 
Una volta che ci si immerge nel racconto e si iniziano a dipanare i dubbi la trama appare più chiara, periodi ed espressioni apparentemente senza senso diventano infatti lo specchio dei pensieri del protagonista Edo, resi vacui dalla droga e dalle sue sregolatezze. Tuttavia la storia non mi ha convinta completamente, rivelandosi a tratti banale e spesso ripetitiva ed esageratamente cruda. 
Alcuni personaggi, soprattutto la figura femminile di Stella, avrebbero potuto avere un importanza maggiore e aggiungere più dettagli al racconto, invece sono rimasti relegati sul fondo e a volte si sono persi per strada. 
Interessante il finale, volutamente confusionario e in sospeso tra realtà e immaginazione, con un grande interrogativo che non viene chiarito ma è lasciato alla fantasia del lettore, a mio avviso molto adatto e in linea con tutto quanto letto. 
Voto: 3,5/5

Challenge Jukebook 2.0: bonus
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giovedì 23 luglio 2020

[Libri] Gli insospettabili di Sarah Savioli


Titolo: Gli insospettabili
Autore: Sarah Savioli
Editore: Feltrinelli
Pagine: 240
ISBN: 9788807033896

Anna ha quarant'anni, un bimbo, un marito, un gatto, un ficus, e con tutti loro ama chiacchierare vivacemente. La sua vita scorre infatti come ogni altra, se non fosse che, a seguito del formarsi di un piccolo ematoma cerebrale, Anna può comunicare con piante e animali. La sua straordinaria capacità, oltre a offrirle un nuovo sguardo sul mondo, le regala un inaspettato impiego: diventa collaboratrice della squadra del burbero investigatore privato Cantoni, con cui battibecca in continuazione, insieme a quel "quintale d'uomo" di Tonino e all'alano arlecchino Otto, goloso di dolci e incline alla flatulenza. Mentre, sul luogo del delitto, Cantoni e Tonino interrogano parenti e vicini di casa, ecco che Anna di soppiatto parla con il cane della dirimpettaia, con le piante del giardino accanto, con un piccione aspirante suicida, con due vecchie sorelle tartarughe un po' rimbambite... Grazie ai suoi insospettabili informatori, Anna cerca una possibile risposta per la madre di Armando, un trentaquattrenne ex tossicodipendente "precipitato" dalla palazzina in cui viveva. L'ambiente della droga è il punto di partenza di un'indagine che - tra rivelazioni inattese, dialoghi con le più disparate creature sul senso del vivere, un figlio di quattro anni estremamente fantasioso nelle domande e una sorella in perenne crisi sentimentale - Anna, insieme a Cantoni e a Tonino, vede complicarsi in molteplici piste. Come "tante tessere di un puzzle, ma di puzzle tutti diversi fra loro".


Ho deciso di leggere questo libro per puro caso, incuriosita soprattutto dalla copertina e dalla trama e ne sono molto contenta!
L'autrice è riuscita a creare un caso giallo intrigante, ma soprattutto ha mescolato sapientemente ironia, frammenti di vita quotidiana e scene particolarmente cariche di significato e di aspettativa che, non nascondo, a volte mi hanno anche fatta commuovere.
La carta degli animali che finalmente possono esprimere i propri pensieri è stata giocata bene, le interazioni di Anna con loro sono misurate e ben gestite, la stranezza del personaggio si perde in episodi che diventano la normalità, tanto che andando avanti a leggere quasi ci si dimentica di questo aspetto sicuramente sui generis. I protagonisti sono ben calibrati tra loro, descritti in modo indiretto ma ben delineati. 
La domanda che mi è girata in testa più volte su come sia iniziato il rapporto di collaborazione lavorativa tra queste figure peculiari ha trovato risposta verso la fine del libro, insieme a un colpo di scena del tutto inaspettato che, pur non rivelandosi sconvolgente, è calzante e arriva decisamente al momento giusto.
Non sono giunta alla risoluzione del caso prima del tempo ma ammetto di non essermi concentrata molto su questo aspetto, privilegiando altri filoni del testo. Personalmente ho trovato un po' scontate e stereotipate alcune scene, forse troppo da "film poliziesco" e quindi lontane dall'idea che mi ero fatta fino a quel momento. Proprio per questo, pur essendo ben scritte e ben studiate, mi sono sembrate troppo distanti da tutto il contesto. 
Sono molto felice di aver scoperto questa autrice e la sua opera che consiglio a chiunque voglia passare qualche ora immerso in una storia un po' strampalata ma ricca di risate, spunti di riflessione e sentimenti.
Voto: 4,5/5

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martedì 21 luglio 2020

[Libri] Quello che ancora non sai di me di Virginia Bramati


Titolo: Quello che ancora non sai di me
Autore: Virginia Bramati
Editore: Giunti
Pagine: 300
ISBN: 9788809869080

Caterina è cresciuta in Calabria, circondata dal calore di una grande famiglia, è diventata insegnante di Latino e Greco e sta per sposarsi con Francesco: ha davvero tutto per essere felice. Ma allora perché, al momento di aggiornare la sua posizione nelle graduatorie ministeriali, invece di Cosenza le sue dita indicano come destinazione Brescia? E come spiegare ai genitori e a Francesco questi 1000 chilometri che per un intero anno scolastico li separeranno? Luca è avvocato, ma la missione che si è scelto è un'altra. In una grande villa donata da un benefattore a Sirmione, sul lago di Garda, ha dato vita non a un redditizio bed and breakfast di lusso bensì a una casa-famiglia per adolescenti allontanati dalle famiglie: sono ragazzi cui la vita ha tolto quasi tutto, e Luca - insieme alla pirotecnica Piera Mandelli, assistente sociale del Tribunale - vuole aiutarli a trovare il loro posto nel mondo. E poi c'è Carla, che da dietro la vetrina del suo negozio osserva tutti senza giudicare, che con un tocco di colore restituisce il sorriso alle sue clienti, che appoggia il phon su una pila di libri e ama il suo mestiere proprio perché - come la lettura - le offre la possibilità di ascoltare ogni giorno nuove storie: Carla, la parrucchiera di Sirmione. Sarà proprio lei ad aiutare Caterina, Luca e i ragazzi della casa-famiglia a scoprire ciò che ancora non sanno di sé...


L'autrice ha uno stile di scrittura che mi piace molto, con parole semplici riesce infatti a raccontare storie all'apparenza comuni ma in realtà particolari e ricche di significato. 
Non fa eccezione questo ultimo romanzo, dove i protagonisti sono la parrucchiera Carla, l'insegnante Caterina e il giovane avvocato votato alla beneficenza Luca, tre personalità molto diverse e distanti tra loro che, tuttavia, troveranno vari punti di incontro. 
La figura che ho preferito in assoluto è quella che forse rimane più nell'ombra, cioè Carla, una donna con un sesto senso spiccatissimo che fa da collante tra i vari capitoli e grazie alla sua presenza e alla sua influenza riesce a portare avanti la trama. Mi è piaciuta, inoltre, l'idea del gruppo di lettura.
Purtroppo non ho gradito la gestione dei capitoli e la loro alternanza: pur apprezzando la presenza dei diversi punti di vista, sempre utili per osservare l'andamento delle cose con occhi diversi, ho notato la mancanza di una continuità temporale che rendesse la storia fluida. I continui avanti e indietro che si ritrovano a ogni nuovo capitolo, visto che la stessa scena viene descritta dal personaggio in questione, secondo me hanno reso la trama meno scorrevole.
Anche il finale mi è sembrato un po' esagerato, ma nel complesso la lettura si è rivelata sicuramente piacevole. 
Voto: 4/5

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sabato 18 luglio 2020

[Libri] Baci da Polignano di Luca Bianchini


Titolo: Baci da Polignano
Autore: Luca Bianchini
Editore: Mondadori
Pagine: 240
ISBN: 9788804722366

Ninella e don Mimì si sono sempre amati, anche se le loro vite hanno preso da molto tempo strade diverse. Da giovani le loro famiglie si erano opposte al matrimonio, a sposarsi invece sono stati i rispettivi figli Chiara e Damiano. Gli anni passano e davanti a don Mimì Ninella resta sempre una ragazzina. L'arrivo di una nipotina, anziché avvicinarli, sembra averli allontanati ancora di più, anche perché Matilde, l'acida moglie di don Mimì, fa di tutto per essere la nonna preferita, viziando a dismisura quella che tutti chiamano semplicemente "la bambina". La situazione cambia all'improvviso quando Matilde perde la testa per Pasqualino, il tuttofare di famiglia. Mimì decide così di andare a vivere da solo nel centro storico di Polignano: è la sua grande occasione per ritrovare Ninella, che però da qualche tempo ha accettato la corte di un architetto milanese. Con più di cento anni in due, Ninella e Mimì riprendono una schermaglia amorosa dall'esito incerto, tra dubbi, zucchine alla poverella e fughe al supermercato. Intorno a loro, irresistibili personaggi in cerca di guai: Chiara e Damiano e la loro figlia che li comanda a bacchetta; Orlando e la sua "finta" fidanzata Daniela; Nancy e il sogno di diventare la prima influencer polignanese; la zia Dora, che corre dal "suo" Veneto per riscattare l'eredità contesa di un trullo. Luca Bianchini torna a raccontare la "storia infinita". Tra panzerotti e lacrime, viaggi a Mykonos e tuffi all'alba, i suoi protagonisti pugliesi continuano a sbagliare senza imparare mai niente - ma questo è il bello dell'amore - sotto il cielo di una Polignano che ha sempre una luce unica e inimitabile.


Ho letto con piacere le precedenti avventure delle famiglie di Polignano di Luca Bianchini, quindi non potevo farmi sfuggire questo terzo capitolo della serie.
Tra le pagine del romanzo ho ritrovato lo stile tipico dell'autore e sono riuscita a immergermi nuovamente nelle avventure di personaggi che, dopo aver assistito alle evoluzioni delle loro vite, per me sono quasi diventati amici. Il salto temporale rispetto al volume precedente è perfetto per non restare imbrigliati in una storia che aveva avuto una degna conclusione e, allo stesso tempo, per introdurre nuovi elementi pur rimanendo collegati al passato. 
I protagonisti della vicenda sono sempre gli stessi ai quali il lettore si è affezionato e continuano a essere il giusto assortimento per genere, età e caratteristiche. Al fianco di Ninella e Mimì, coppia che definirei "senza tempo", si viene infatti aggiornati sulla vita coniugale di Chiara e Damiano ma anche sull'ormai adulta Nancy, che porta nel tradizionale paese pugliese una ventata di modernità con le sue aspirazioni da social influencer
I capitoli brevi aiutano, se ce ne fosse bisogno vista la trama coinvolgente e divertente, nella scorrevolezza dell'opera, tanto che si arriva alla fine quasi senza accorgersene. Visto l'agognato epilogo spero che l'autore non ci faccia attendere troppo per il quarto volume!
Voto: 4,5/5

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martedì 30 giugno 2020

[Libri] Il borghese Pellegrino di Marco Malvaldi


Titolo: Il borghese Pellegrino
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 288
ISBN: 9788838940514

A cinque anni di distanza dal suo primo, fortuito, caso criminale, Pellegrino Artusi è ospite di un antico castello che un agrario capitalista ha acquisito con tutta la servitù, trasformando il podere in una azienda agricola d'avanguardia. È stato invitato perché è un florido mercante, nonché famoso autore della Scienza in cucina e l'arte di mangiar bene. Oltre al proprietario, Secondo Gazzolo, con la moglie, completano il gruppo altri illustri signori. Il professor Mantegazza, amico di Artusi, fisiologo di fama internazionale; il banchiere Viterbo, tanto ricco quanto ingenuo divoratore di vivande; il dottor D'Ancona, delegato del Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico della Turchia; Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; il ragionier Bonci, assicuratore con le mani in pasta; sua figlia Delia che cerca marito ma ancor più avventure. Riunisce tutti non solo il fine conviviale, ma anche un affare in fieri. Sono infatti gli anni d'inizio secolo in cui la finanza europea si andava impadronendo del commercio internazionale del decadente Impero Ottomano. Accade che, tra un pranzo, un felpato attrito di opinioni e interessi, un colloquio discreto, viene trovato morto un ospite; è chiuso a chiave in camera da letto ma il professor Mantegazza è sicuro: è stato soffocato da mani umane. Circostanze che non collimano, passaggi segreti, colombi viaggiatori, tresche clandestine, fanno entrare ed uscire dalla scena, o agire coralmente, i personaggi, con la vivacità di un teatro brillante. E si adatta al luogo una sfumatura di gotico, in ironico contrasto con l'atteggiamento scientista all'epoca di gran voga.


La scrittura di Malvaldi mi piace sempre molto, l'autore riesce a districarsi tra vari stili ed epoche in modo superbo, creando una prosa gradevolissima da leggere e molto scorrevole. 
In questo caso, come già avvenuto in Odore di chiuso, l'epoca raccontata è quella di fine ottocento/inizio novecento e si riesce benissimo a immergersi nella vita di quegli anni, trainati da un protagonista sui generis che tuttavia coinvolge in modo simpatico: il ben noto Pellegrino Artusi.
L'autore del celebre libro di cucina, in un continuo omaggio alle sue ricette, si trova infatti coinvolto nuovamente in un caso giallo all'apparenza semplice ma in realtà estremamente intricato. Ho gradito molto il modo in cui sono state condotte e descritte le indagini: le supposizioni vengono espresse in modo chiaro e lineare, è facile seguirne l'andamento e, allo stesso tempo, per me è stato impossibile ipotizzare una soluzione prima di arrivare alla scoperta della verità.
I diversi personaggi presentati sono stati ben caratterizzati e i riferimenti a nomi reali, così come a fatti storici davvero accaduti e ben inseriti in questo contesto, hanno contribuito a rendere l'opera davvero appassionante.
Voto: 4,5/5

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lunedì 29 giugno 2020

[Libri] L'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre di Marilù Oliva


Titolo:
L'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre
Autore: Marilù Oliva
Editore: Solferino
Pagine: 217
ISBN: 9788828203612

L'Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d'amore di molte donne. C'è Calipso, che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. C'è Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, e ci sono le sirene, ciecamente decise a distruggerlo. C'è Nausicaa, seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo. C'è Circe dominatrice, che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri. E naturalmente c'è lei, Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà. In questo libro, sono loro a cantare le peregrinazioni dell'eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte. Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, dea ex machina, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo. In un curioso alternarsi di punti di vista, torna in vita e vibra di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola sulla varietà e sulla verità dei sentimenti umani.


Nell'ultimo periodo mi sono appassionata di mitologia, a partire dagli dei dell'Olimpo della saga di Percy Jackson per arrivare al Canto di Penelope, quindi ho letto questo romanzo con molto piacere.
L'opera ricalca molto il lavoro della Atwood soprattutto nella parte finale dove la protagonista è Penelope, moglie devota e abile negoziatrice. Ammetto che il conoscere già molti retroscena della vicenda mi ha aiutata ad apprezzare ancora di più questo capitolo. 
L'originalità del testo sta nella presenza di altri punti di vista femminili che, attraverso occhi e posizioni diverse, permettono di analizzare e far conoscere le tante sfaccettature del personaggio di Odisseo. Oltre alle figure più note come Circe, Scilla e Cariddi e le Sirene, mi è infatti piaciuto molto leggere e scoprire Calipso, Nausicaa e Euriclea, approfondendo la loro storia. 
Tutti i personaggi femminili menzionati ne escono molto più forti dell'eroe e acquistano una particolare carica che, oltre a sottolineare piccoli gesti nella storia, mira a ristabilire un ordine che forse è stato nascosto e travisato per molti anni. 
Voto: 4/5

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domenica 28 giugno 2020

[Libri] Il canto di Penelope di Margaret Atwood


Titolo:
Il canto di Penelope
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 153
ISBN: 9788833311326

Fedele e saggia, Penelope ha atteso per vent'anni il ritorno del marito che, dopo aver vinto la guerra di Troia, ha vagato per il Mar Mediterraneo sconfiggendo mostri e amoreggiando con ninfe, principesse e dee, facendo sfoggio di grande astuzia, coraggio e notevole fascino, e guadagnandosi così una fama imperitura. E intanto che cosa faceva Penelope, chiusa in silenzio nella sua reggia? Sappiamo che piangeva e pregava per il ritorno del marito, che cercava di tenere a bada l'impulsività del figlio adolescente, che si barcamenava per respingere le proposte dei Proci e conservare così il regno. Ma cosa le passava veramente per la testa? Dopo essere morta e finita nell'Ade, Penelope non teme più la vendetta degli dèi e desidera raccontare la verità, anche per mettere a tacere certe voci spiacevoli che ha sentito sul suo conto. La sua versione della storia è ricca di colpi di scena, dipana dubbi antichi e suggerisce nuovi interrogativi, mettendo in luce la sua natura tormentata, in contrasto con la sua abituale immagine di equilibrio e pacatezza. L'autrice di culto Margaret Atwood, con la sua scrittura poetica, ironica e anticonvenzionale, dà voce a un personaggio femminile di grande fascino, protagonista di uno dei racconti più amati della storia occidentale.


Mi è piaciuta molto l'idea alla base di questo libro, cioè raccontare la celebre storia alla base dell'Odissea dal punto di vista femminile, quello di Penelope, protagonista secondaria della vicenda ma importantissima e spesso sottovalutata.
L'autrice ha uno stile estremamente coinvolgente e nonostante la brevità del testo, che proprio per queste caratteristiche si legge davvero in un soffio, sono rimasta profondamente colpita da quanto raccontato. 
L'espediente usato per mettere su carta i ricordi della donna è quello di un fantasma che vaga nell'Ade richiamando alla memoria episodi passati e incontrando di tanto in tanto, nei campi di asfodeli, le tante altre figure protagoniste della storia. Grazie a ciò vengono in superficie in modo dettagliato intrighi e sotterfugi ma soprattutto emerge il carattere tenace, furbo e sicuramente intelligentissimo della regina. Il suo dolore per la perdita, la struggente malinconia dell'attesa e la nostalgia per un uomo che anche dopo il suo ritorno non riesce a stabilizzarsi costruiscono una figura davanti alla quale diventa impossibile rimanere indifferenti. 
Gli intermezzi costituiti dal coro delle ancelle, vere e proprie scene teatrali, se all'inizio sembrano un po' stonare con la fluidità della narrazione, diventano via via piacevoli e arricchiscono il testo di una vena poetica che contribuisce a completare un quadro intenso e struggente.
Voto: 4,5/5

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venerdì 26 giugno 2020

[Libri] Eroi dell'Olimpo. L'eroe perduto di Rick Riordan


Titolo: Eroi dell'Olimpo. L'eroe perduto
Autore: Rick Riordan
Editore: Mondadori
Pagine: 518
ISBN: 9788804688969

Jason si risveglia in uno scuolabus, accanto al suo migliore amico e a una bellissima ragazza. Ed è terrorizzato. C'è infatti un piccolo problema: non ricorda assolutamente nulla di sé. E quando una torma di spiriti della tempesta cerca di ucciderlo, qualcosa gli suggerisce che dovrà al più presto venire a capo del mistero. Piper non si spiega perché il suo ragazzo non si ricordi di lei. Da qualche giorno il mondo sembra impazzito: suo padre si è volatilizzato, incubi ricorrenti la tormentano e una ragazza di nome Annabeth dice di essere in cerca di un tale Percy Jackson, scomparso dal Campo Mezzosangue... Leo ha sempre avuto un'attrazione per il fuoco, e quando arriva al Campo si sente stranamente a casa. Sarà quello il motivo per cui tutti gli dicono che una parte di lui discende dagli dei? Nel frattempo Era è stata rapita dai giganti, che minacciano di ucciderla. C'è solo un modo per salvarla, e solo tre semidei discendenti da antiche divinità Romane potranno affrontare l'impresa.


Questa serie è il sequel della famosa saga di Percy Jackson, della quale io ho letto solamente il primo titolo. In realtà, a parte qualche riferimento più o meno esplicito relativo a episodi avvenuti lì che per ovvie ragioni non conoscevo, non ho avuto particolari problemi a districarmi in questo nuovo mondo, dove agli dei greci dell'Olimpo vengono affiancate le loro versioni romane. 
Ho trovato simpatica l'idea di unire questi due mondi e mi è piaciuto il modo in cui l'autore è riuscito a gestire questa dualità delle divinità. Inoltre, nella nuova storia sono stati introdotti elementi comuni come il Campo Mezzosangue che hanno creato un perfetto legame con il passato. 
I tre protagonisti mi sono piaciuti tutti, le loro personalità sono ben assortite e si completano crescendo e maturando nel corso dei capitoli. Dopo una partenza che personalmente ho trovato un po' debole, entrando nel vivo della storia, le avventure vissute dal trio hanno assicurato un ritmo incalzante alla trama e, grazie ad una scrittura semplice e diretta, sono riuscite ad appassionarmi e tenermi incollata alle pagine. 
Voto: 4/5

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mercoledì 24 giugno 2020

[Libri] Le ricette della signora Tokue di Durian Sukegawa


Titolo: Le ricette della signora Tokue
Autore: Durian Sukegawa
Editore: Einaudi
Pagine: 180
ISBN: 9788806241032

Sentarō è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tōkyō, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentarō confeziona dorayaki - dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki - e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un'adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all'improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un'anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentarō si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentarō ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue? Con amorevole perseveranza, l'anziana signora insegna a Sentarō i lenti e minuziosi passaggi grazie ai quali si compie la magia: «Si tratta di osservare bene l'aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Come madeleine proustiane, i dolcetti giapponesi diventano un pretesto per i viaggi interiori di Sentarō e Tokue, fra i quali si instaura un legame profondo che lascia emergere segreti ben più nascosti e ferite insanabili. Con l'autunno, però, un'ombra cala sulla piccola bottega sotto al ciliegio: quando il segreto di Tokue viene alla luce, la clientela del negozio si dirada e la donna, costretta a misurarsi di nuovo con il pregiudizio e l'ostracismo sociale che l'ha perseguitata per tutta la vita, impartirà a Sentarō e Wakana la lezione più preziosa di tutte.


Questo romanzo è una storia di rinascita e di rivincita personale che mette insieme e confronta tre generazioni, creando tra i protagonisti un legame particolare. 
La vicenda che mi affascinata maggiormente è stata sicuramente quella della signora Tokue, infatti mi è piaciuta molto l'idea di usare come base della trama una capitolo della storia giapponese che personalmente non conoscevo e che mi ha colpita, cioè la segregazione dei lebbrosi, un fatto realmente accaduto e andato avanti addirittura fino al 1996, di cui si parla poco e che invece, a mio parere, meriterebbe più risonanza.
Mi hanno invece attirata meno le vicissitudini di Wakana, forse perché lasciata un po' in secondo piano, ma ho apprezzato le metafore disseminate nel testo, prima fra tutte quella dell'uccellino salvato dalla ragazza.
L'atmosfera che si respira attraverso le pagine è molto diversa dall'aria occidentale alla quale siamo abituati ma rispecchia perfettamente le abitudini e l'ambientazione orientale, creando una sorta di aria magica che contribuisce a rendere il racconto quasi una favola.
Ho trovato particolarmente bello e poetico il finale, perfetto per rendere omaggio a un personaggio speciale che mi ha conquistata con la sua dolcezza e la sua caparbietà, capace di dimostrare che il dolore si supera e bisogna sempre essere ottimisti.
Voto: 4,5/5

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venerdì 19 giugno 2020

[Libri] Addio mia amata di Raymond Chandler


Titolo: Addio mia amata
Autore: Raymond Chandler
Editore: Feltrinelli
Pagine: 238
ISBN: 9788807890123

Sullo sfondo di una California ricca e corrotta, pullulante anche di miserabili in attesa del colpo grosso, Philiph Marlowe viene sguinzagliato sulle tracce di un marito scomparso. Si imbatte in un ex carcerato, uscito di galera dopo otto anni di detenzione, e da lui viene incaricato di trovare la sua donna, anche lei scomparsa. Ne nasce una vicenda a tinte forti, condita di ricatti e violenza, lusso e una lunga catena di delitti.


Non nascondo di aver fatto un po' fatica, soprattutto all'inizio, a districarmi tra i nomi dei personaggi e tra le tante situazioni più o meno ingarbugliate che si vengono a creare anche se, andando avanti e soprattutto nel finale, tutto viene riportato al proprio posto e trova un senso. 
Marlowe è un protagonista che colpisce con il suo carattere fuori dagli schemi: è intraprendente, spesso irruento e irritante ma dimostra una spiccata intelligenza e un senso dell'ordine e delle cose che lo rendono sicuramente apprezzabile.
Gli altri personaggi sono tutti spinti al limite, tanto da sembrare quasi esagerati ma nel complesso funzionano perfettamente nella storia e contribuiscono ad arricchirla. Anche i fatti descritti sono grotteschi e spesso surreali, ma riescono a tenere alta l'attenzione sulla trama che, grazie anche a uno stile di scrittura fluido e scorrevole, indiscutibilmente non riesce ad annoiare. 
Nel complesso questo romanzo risente un po' degli anni che si porta addosso ma mi è piaciuto molto proprio per questa sua diversità se rapportato ai noir e thriller dei giorni nostri.
Voto: 4/5

Challenge Jukebook 2.0: leggi un libro che in copertina riporti almeno un saluto o un addio
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