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martedì 8 aprile 2025

[Libri] Ti ricordi di Sarah Leroy? di Marie Vareille

Titolo: Ti ricordi di Sarah Leroy?
Autore: Marie Vareille
Editore: Rizzoli
Pagine: 336
ISBN: 9788817185615

Anni Novanta. Sarah Leroy e Angélique Courtin si sono conosciute all’età di sette anni al cimitero di Bouville-sur-Mer, piccolo paese sulla Manica. Nel giorno del funerale della mamma di Sarah, Angélique le si era avvicinata, aveva il profumo del mare e della cioccolata calda e il suo abbraccio è stato l’inizio della loro indissolubile amicizia. La solidarietà è l’unica cosa che salva dalle ingiustizie della vita, le aveva detto Angélique. Nel 2001 Sarah è una ragazza discreta e benvoluta da tutti, nuotatrice talentuosa e studentessa modello, che a scuola gode di una certa notorietà proprio grazie all’amicizia con Angélique, semplice e indiscutibile: Angélique è bella, Sarah ricca. Ma un giorno di fine estate Sarah scompare. La notizia tiene la Francia incollata alla tv per settimane, e sebbene il suo corpo non venga mai trovato un uomo finisce in galera con l’accusa di omicidio. E il caso è chiuso. Dopo vent’anni Fanny Courtin, giornalista e sorella di Angélique, parte da Parigi e torna a Bouville insieme alla figliastra, un’adolescente riottosa e combattiva con cui ha un rapporto a dir poco tempestoso. Fanny deve scrivere un reportage sul dramma che ha segnato anche la sua giovinezza, ma l’ostinato, crescente interesse della ragazzina per la storia di Sarah la spinge ad avviare un’indagine personale su quel caso tuttora irto di lacune e non detti. La storia di Sarah è quella di un gruppo di ragazze che decisero di chiamarsi le “Disincantate”, e che sonda la materia di cui è fatta l’amicizia a quell’età, immediata, potente, costellata di salite e ripide discese; una storia sul cui fondo suonano brani indimenticabili e palpita l’angoscia dei segreti più oscuri mentre davanti si spalanca l’orizzonte immenso del mare.


Avevo notato la copertina di questo romanzo ma ammetto che, se non fosse stato scelto come libro di marzo del Gdl Book Breakfast Club, probabilmente non l'avrei preso in considerazione a breve. Ho dovuto rimandare la lettura a favore di titoli più urgenti ma, finalmente, con un po' di ritardo rispetto al previsto, è arrivato il suo momento.
Quello che mi ha più colpito e che mi è piaciuto molto è stata la struttura del libro, visto che i capitoli alternano il presente di Fanny e Lilou al passato di Sarah e a documenti di lavoro in merito a un'inchiesta riguardante proprio la scomparsa della giovane tanti anni prima.
In questo modo i tanti dettagli in merito all'indagine che il lettore si ritrova, suo malgrado, a compiere al fianco della giornalista vengono svelati con calma e con le giuste tempistiche, permettendo di farsi una propria idea su come siano realmente andate le cose.
Proprio per questo il finale, per me, non è stato una sorpresa visto che ben prima avevo iniziato a sospettare, considerando anche l'inizio dell'opera che, personalmente, avrei evitato per lasciare più suspense
Voto: 4/5

Book Breakfast Club: marzo
Travelbook nello Spazio: Dragone mini 4

mercoledì 22 gennaio 2025

[Libri] La casa dei Gunner di Rebecca Kauffman

Titolo: La casa dei Gunner
Autore: Rebecca Kauffman
Editore: Sur
Pagine: 304
ISBN: 9788869984198

Alice, Jimmy, Lynn, Mikey, Sam e Sally: da bambini erano inseparabili. Avevano trovato scampo alla solitudine e alla noia di una periferia depressa nel nord dello stato di New York – e spesso da difficili situazioni familiari – prendendo possesso di una casa abbandonata e facendone il quartier generale delle loro avventure. A sedici anni, però, di colpo e senza spiegazioni, Sally ha tagliato i ponti col resto del gruppo, che di lì a poco si è sfaldato. Più di dieci anni dopo, gli altri cinque amici si ritrovano proprio al funerale di Sally, a interrogarsi sul motivo del suo suicidio, a fare i conti con i segreti del passato, a riannodare i fili dell’affetto fortissimo che ancora li unisce, al di là delle differenze di indole e della propria storia personale. Un romanzo corale sull’amicizia popolato da personaggi di vibrante umanità (su tutti, il timido Mikey e l’esuberante Alice, profondamente legati per quanto caratterialmente agli antipodi), che l’autrice riesce a tratteggiare grazie alla vivacità dei dialoghi e a una cura delicatissima per i dettagli; una storia punteggiata di rivelazioni e sottili colpi di scena che tiene in pugno il lettore, lo diverte e lo commuove, e gli resta nel cuore a lungo anche dopo l’ultima pagina.


Non avevo mai sentito parlare di questo romanzo e ringrazio il gruppo di lettura che me l'ha fatto conoscere. Quando ho visto il titolo e la copertina, dopo aver letto la sinossi, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un'opera che potesse piacermi ed è stato proprio così!
A differenza di quanto accaduto a altre partecipanti, che hanno trovato l'inizio lento, io sono stata subito catturata dalla storia e dai suoi protagonisti, un gruppo di ragazzi dalle personalità estremamente variegate ma uniti da un'amicizia vera e profonda. 
Il carattere di ognuno è stato delineato in modo semplice ma esaustivo: attraverso capitoli flashback che riportano agli anni della scuola vengono svelati episodi fondamentali per la loro crescita e per l'evoluzione del loro rapporto. 
Personalmente avrei approfondito maggiormente la figura di Sally che, come si scopre inoltrandosi nella lettura, è fondamentale ma nel complesso, nonostante alcuni dettagli forse eccessivi e altri un po' evasivi, ho apprezzato tantissimo tutta la vicenda.
Voto: 4,5/5

Book Breakfast Club: gruppo di lettura gennaio
Travelbook nello Spazio: Vergine mini 4

giovedì 1 febbraio 2024

[Libri] Weyward di Emilia Hart

Titolo: Weyward
Autore: Emilia Hart
Editore: Fazi Editore
Pagine: 404
ISBN: 9791259671653

2019. Con il favore del buio della sera, la trentenne Kate fugge da Londra alla volta del Weyward Cottage, una vecchia casa di campagna ereditata da una prozia che ricorda appena. Avvolta da un giardino incolto su cui torreggia un acero secolare, la dimora la proteggerà da un uomo pericoloso. Presto, però, Kate inizierà a capire che le sue mura custodiscono un segreto molto antico.

1942. Mentre la guerra infuria, la sedicenne Violet è ostaggio della grande e lugubre tenuta di famiglia. Vorrebbe soltanto arrampicarsi sugli alberi e poter studiare come suo fratello, ma da lei ci si aspetta tutt’altro. Un pensiero inquietante, poi, la tormenta: molti anni fa, poco dopo la sua nascita, la madre è scomparsa in circostanze mai chiarite. L’unica traccia di sé che ha lasciato è un medaglione con incisa la lettera W.

1619. La solitaria Altha, cresciuta da una madre che le ha trasmesso il suo amore per il mondo naturale, viene accusata di stregoneria; rinchiusa nelle segrete di un castello, presto sarà processata. Un contadino del villaggio è morto dopo essere stato attaccato dalla propria mandria, e la comunità locale, coesa, ha puntato il dito contro di lei: una donna insolita. E le donne insolite fanno paura.

Ma le Weyward appartengono alla natura. E non possono essere addomesticate. Intrecciando con maestria tre storie che attraversano cinque secoli, Emilia Hart ha dato vita a un potente romanzo sulla resilienza femminile e sulla forza salvifica della solidarietà tra donne in un mondo dominato dagli uomini.


Fin dalla sua uscita questo romanzo mi ha attirata per la copertina e l'aria di mistero che mi trasmetteva. Le mie impressioni sono state confermate dalla lettura, che ho trovato estremamente coinvolgente. 
Il testo si sviluppa in modo corale e racconta la vita di tre donne vissute in epoche molto diverse ma strettamente connesse tra loro. I capitoli si alternano presentandoci le storie di Altha, Violet e Kate, tutta la narrazione ruota attorno alla loro forza e a un potere particolare strettamente connesso con la natura e con gli animali. Mi è piaciuto molto come è stata gestita questa parte "sovrannaturale", senza grandi stravolgimenti o interazioni poco credibili. 
Pur trovando appassionante la vicenda della giovane accusata di stregoneria e per questo processata, la figura che ho preferito è stata quella di Violet, dal passato travagliato ma caratterizzata da una grandissima forza. Il suo personaggio è molto moderno, staccato dalle convenzioni sociali del periodo e alla ricerca di una emancipazione che, se da un lato la porterà a diventare entomologa, dall'altro la metterà di fronte a decisioni difficili.  
Voto: 4,5/5



Book Breakfast Club: gennaio
Travelbook: Canada 1 - 5

domenica 29 ottobre 2023

[Libri] Autoritratto newyorkese di Maurizio Fiorino

Titolo: Autoritratto newyorkese
Autore: Maurizio Fiorino
Editore: E/O
Pagine: 192
ISBN: 9788833576480

New York, 2008. Il ventitreenne protagonista ha lasciato l’Italia, per andare all’estero a studiare fotografia. Per sbarcare il lunario fa il go-go boy nei locali notturni di Alphabet City e il modello di nudo per artisti di second’ordine, trascorrendo gran parte del suo tempo libero su Craigslist alla ricerca di stanze in affitto e di sesso usa-e-getta. È lì che incontra Louis, detto Lou, uno sregolato che passa le sue giornate in una casetta costruita su un albero, fuori città, leggendo libri fantasy. I due, dopo un’incostante e fugace frequentazione, decidono di andare a vivere insieme e mentre tentano di far quadrare i conti con i loro sogni e i rispettivi disincanti, tirano a campare alla bell’e meglio: Lou trovando lavoro in un bizzarro solarium aperto ventiquattr’ore al giorno, il protagonista in una pizzeria italiana. Imprigionata in un’oscura e autodistruttiva ossessione reciproca, la loro diventa una storia fatta di furti in giro per i supermercati di Manhattan e di notti insonni, di pericolosi giochi d’azzardo e marchette, di pugni in faccia e diner che, in assenza di posti dove sfogare le ultime frenesie notturne, si trasformano in parcheggi dell’anima. L’esito, irrimediabilmente devastante, sembra suggerirci l’idea che bisogna precipitare nell’abisso più profondo per venire a patti con la propria integrità.


Ho scoperto questo romanzo grazie a un bookclub e ammetto la mia totale ignoranza in merito a Fiorino, che pensavo essere un esordiente mentre, in realtà, ho scoperto avere all'attivo una proficua carriera non solo letteraria ma anche artistica. 
L'opera, che immagino essere un po' di nicchia probabilmente per gli argomenti affrontati, non è semplice e, a dispetto di quanto immaginassi visto il numero esiguo di pagine, ho impiegato più del previsto per arrivare alla fine. Infatti, ho avuto bisogno di tempo per metabolizzare ciò che accade in ogni capitolo, dove ogni tematica viene portata all'eccesso e resa ancora più vivida grazie alla narrazione in prima persona. 
Il protagonista, fotografo come l'autore, giovanissimo e alla ricerca di un senso da dare alla propria vita, è malinconico, triste e combattuto. Tutta la narrazione si svolge in una sorta di onda che alterna momenti di spensieratezza e accenni di felicità a una disperazione totale. 
A qualche giorno di distanza dalla fine della lettura confesso di non avere ancora ben chiaro un giudizio complessivo sul libro, soprattutto perché digerire molte delle scene descritte non è semplice.
Voto: 3/5



Book Breakfast Club: ottobre
Libriko: 18E

giovedì 31 agosto 2023

[Libri] La portalettere di Francesca Giannone

Titolo: La portalettere
Autore: Francesca Giannone
Editore: Nord
Pagine: 416
ISBN: 9788842934844

Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent’anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all’amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell’istante in cui l’ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent’anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo – ma soprattutto senza che il paese lo voglia – la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni ’30 fino agli anni ’50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.


Avevo adocchiato questo romanzo sin dalla sua uscita e un bookclub mi ha dato la giusta spinta per leggerlo! Mi è piaciuto moltissimo e mi ha ricordato un po' Gente del Sud, probabilmente perché si svolgono entrambi in Puglia e raccontano le vicende di una famiglia allargata. 
L'ambientazione minuziosa permette di immergersi completamente nel periodo descritto, sia dal punto di vista dei luoghi sia per quanto riguarda abitudini e modi di pensare. 
La protagonista Anna rimane nel cuore perché è una pioniera nel suo campo e applica le sue idee innovative in ogni ambito. Il suo carattere aperto e progressista, figlio anche delle sue origini settentrionali, e la sua determinazione si scontrano spesso con una mentalità ristretta, ma lei rimane salda ai propri principi fino alla fine.
Un altro personaggio che ho gradito è stato Daniele, spuntato quasi in sordina e cresciuto nel corso della narrazione, fino ad assumere un ruolo di primo piano e a diventare, suo malgrado, centro di intrighi famigliari e connessioni pericolose.
Ho trovato inusuale il prologo che, in sostanza, anticipa il finale della storia e, proprio per questo, all'inizio mi ha lasciato qualche dubbio. In realtà, arrivata alla conclusione, ho sentito la necessità di rileggere quelle prime parole proprio per apprezzare al meglio tutta la vicenda. 
Voto: 5/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura agosto
Libriko: 30F

sabato 17 giugno 2023

[Libri] Le cose che ci salvano di Lorenza Gentile

Titolo: Le cose che ci salvano
Autore: Lorenza Gentile
Editore: Feltrinelli
Pagine: 320
ISBN: 9788807035470

Gea vive in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. In un mondo che sogna di andare su Marte, lei coltiva con amore il suo “orticello”. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Conserva in casa tutto ciò che prima o poi potrebbe servire perché non crede nei supermercati e nel comprare, ma nel riciclare e dare nuova vita alle cose. E, fedele alla sua personale “economia circolare di quartiere”, distribuisce in giro gli oggetti che aggiusta, oltre a pillole per lo spirito sotto forma di poesie, biglietti, origami con citazioni. Vive sola, ma ha buoni amici: l’ottantenne pseudo-portinaia del palazzo, un pensionato taciturno, l’energica donna che gestisce la tavola calda in fondo alla strada, un tredicenne che sogna di diventare autista di corriera. Nessuno della sua età, perché Gea, nella sua età, non ci si ritrova. Così come non si ritrova nel mondo. Forse perché è cresciuta in un posto sperduto, con un padre ossessionato dalle catastrofi che la obbligava a prepararsi sempre al peggio? Cominceremo a scoprire il suo segreto grazie al Nuovo mondo, una vecchia bottega di rigattiere, appartenuta un tempo alla carismatica Dorothy. Quella serranda rossa è rimasta abbassata per anni, finché all’improvviso la proprietà è stata rilevata da un’agenzia immobiliare, che vuole sgomberare e vendere al miglior offerente. Ma se non si può riparare il passato, si può immaginare un nuovo futuro. Sarà questa la missione di Gea, la sua ragione di vita o forse proprio l’occasione per costruirsela, una vita: salvare il negozio a ogni costo. Perché tutto ciò che salviamo finisce a sua volta per salvare noi.


Ho conosciuto l'autrice con ""Le piccole libertà" e, quando questo suo nuovo romanzo è stato proposto in un bookclub, ho deciso di leggerlo, attirata anche dalla copertina. In effetti il disegno rappresenta benissimo l'anima dell'opera, con la sua protagonista attorno alla quale ruotano oggetti e il desiderio di tenerli in vita.
Gea è indubbiamente particolare, ammetto che all'inizio, per me, non è stato semplice stabilire una connessione con lei ma, andando avanti, la ragazza si è aperta svelando, dietro il carattere schivo dovuto a un'infanzia fuori dal comune, un'anima dedita alla solidarietà e la voglia di cambiare a piccoli passi la sua vita.
Ho trovato molto bello il suo rapporto con Adelaide, il personaggio che ho preferito. La rete di donne che si mobilita per salvare Il nuovo mondo, un vecchio negozio descritto talmente bene da riuscire quasi a sentirne gli odori, è un inno all'amicizia e alla forza. 
Ciò che ha mantenuto viva la narrazione è stato anche il dubbio su cosa sia accaduto alla famiglia di Gea, uno stratagemma che, grazie a riferimenti disseminati tra i capitoli e a racconti del passato alla Rocca, viene trascinato quasi fino alla fine, con un chiarimento che porta con sé un piccolo e gradevole colpo di scena.
Voto: 4/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura giugno
Libriko: 31D

martedì 30 maggio 2023

[Libri] La storia di Mina di David Almond

Titolo: La storia di Mina
Autore: David Almond
Editore: Salani
Pagine: 301
ISBN: 9788862563116

Mina la stramba, Mina indisciplinata, Mina la pazza. Mina coraggiosa, meravigliosa Mina, Mina ribelle. Di certo Mina non si può etichettare. Se ne sta sul suo albero a osservare gli uccelli, il mondo e la straordinaria vita che scorre sotto le sue gambe a penzoloni. Sa che non potrà stare per sempre lassù, che prima o poi dovrà scendere, tornare a scuola, farsi qualche amico, accettare che il suo papà sia in un luogo da cui non si può fare ritorno. Ma intanto, dall'alto del suo rifugio, Mina riflette: sui misteri del Tempo, sulla vita, sul dolore della perdita, su Dio e... sugli strudelini ai fichi! Tutto finisce nel suo diario, che è proprio questo qui, che avete fra le mani. Ma attenzione, bisogna essere pronti a incontrare Mina, bisogna essere disposti a guardare dritto nel Sole, o nella Luna, pronti a sentirsi indifesi e insieme coraggiosi, e soprattutto pronti ad accettare "la bellissima bellezza del mondo", anche quando tutto intorno a noi sembra volerla oscurare.


Ammetto che ho scoperto l'autore per puro caso grazie a un bookclub e ho deciso di provare questa nuova esperienza di lettura. 
La struttura di questo testo è particolarissima, visto che tra le pagine si trovano spesso esercizi di stile e spunti per sviluppare la propria creatività e per osservare e dare un senso nuovo a ciò che ci circonda. Questo libro, ufficialmente classificato per ragazzi, in realtà regala anche agli adulti un'esperienza intensa, portando a riflettere su tanti aspetti della vita.
Mina è una protagonista favolosa, sia per il modo in cui affronta la quotidianità sia per l'intelligenza che riesce a trasmettere nella semplicità dei suoi ragionamenti. Ho apprezzato tantissimo anche la mamma, una donna che è stata messa alla prova duramente ma che non soccombe ai fatti ma trova il buono in ogni cosa.
Dopo qualche ricerca preventiva avevo già intenzione di leggere anche Skellig (che, infatti, ho acquistato insieme a questo volume) ma il finale, inaspettato, mi ha dato un'ulteriore conferma e quindi sicuramente al più presto affronterò anche questo titolo. 
Voto: 4,5/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura maggio
Libriko: 8A

venerdì 21 aprile 2023

[Libri] Il figlio del figlio di Marco Balzano

Titolo: Il figlio del figlio
Autore: Marco Balzano
Editore: Einaudi
Pagine: 160
ISBN: 9788806253189

Tre uomini che tirano le somme della propria vita. Tre lingue diverse per raccontare l'emigrazione e la perdita delle radici; il bisogno di partire e la conquista di un posto in cui tornare. Nicola ha ventisei anni e fa l'insegnante precario a Milano. È figlio di Riccardo, un emigrante invecchiato troppo presto, e nipote di Leonardo, un contadino analfabeta e senza terra, che un giorno sorprende tutta la famiglia con una decisione importante: bisogna vendere la casa al mare, diventata l'oggetto ingombrante che divide fratelli, genitori e cugini. Così, una mattina di prima estate, partono a bordo di una Punto amaranto, nonno padre e nipote, per raggiungere la Puglia, a cui sono legati in maniera diversa. Il viaggio tra i luoghi e le memorie che hanno costruito la famiglia Russo diventa un viaggio iniziatico in cui i rapporti di confronto-scontro tra padri e figli si sciolgono in rapporti fra tre uomini, ognuno con i propri imbarazzi, affetti, difficoltà.


Avendo letto e apprezzato "Resto qui" ero molto curiosa di affrontare questo altro romanzo di Balzano, proposto in un bookclub che seguo. L'opera è l'esordio in narrativa dell'autore e personalmente ho notato questo dettaglio, trovando uno stile di scrittura meno incisivo e coinvolgente. 
I due titoli sono decisamente diversi, a partire dall'ambientazione. "Il figlio del figlio" infatti racconta la storia della famiglia Russo, emigrata al nord dalla Puglia, mettendo a confronto i caratteri e la vita di tre suoi componenti: il patriarca Leonardo, il figlio Riccardo e il nipote Nicola.
Nel corso della narrazione si evidenziano le differenze culturali dovute alla geografia ma soprattutto all'epoca di nascita e non mancano riflessioni di carattere nostalgico e malinconico, visto che il viaggio dove questi uomini si confrontano avviene per vendere la casa storica.
Il testo è breve e riesce comunque a tenere incollati alle pagine, tuttavia è mancato qualcosa che mi facesse davvero entrare nel cuore della storia, non so se per via del punto di vista tutto al maschile. 
Voto: 3,5/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura aprile
Libriko: 30J

venerdì 24 marzo 2023

[Libri] Infanzia di Tove Ditlevsen

Titolo: Infanzia
Autore: Tove Ditlevsen
Editore: Fazi
Pagine: 150
ISBN: 9788893258685

Nella sua prima traduzione italiana Infanzia, il volume che inaugura la trilogia di Copenaghen di Tove Ditlevsen: tre romanzi autobiografici riscoperti di recente e giustamente celebrati a livello mondiale come capolavori.
La piccola Tove vive con i genitori e il fratello maggiore in un quartiere operaio di Copenaghen. Il padre, uomo schivo dalle simpatie socialiste, si barcamena passando da un impiego saltuario all’altro. La madre è distante, irascibile e piena di risentimento: non è facile prevedere i suoi stati d’animo e soddisfare i suoi desideri. A scuola Tove si tiene in disparte, dentro di sé è convinta di essere incapace di stabilire veri rapporti con i coetanei; fa però amicizia con la selvaggia Ruth, una bambina del suo quartiere che la inizia ai segreti degli adulti. Eppure anche con lei Tove indossa una maschera, non si svela né all’amica né a nessun altro. La verità è che desidera soltanto scrivere poesie: le custodisce in un album gelosamente nascosto, soprattutto da quando il padre le ha detto che le donne non possono essere scrittrici. Sempre più chiara, in Tove, è la sensazione di trovarsi fuori posto: la sua capacità di osservazione, lucida, inesorabile, ma al tempo stesso sensibilissima, le fa apparire estranea l’infanzia che sta vivendo, come se fosse stata pensata per un’altra bambina. Le sta stretta, quest’infanzia, eppure comincerà a rimpiangerla nell’attimo stesso in cui se la lascerà alle spalle.
Tove Ditlevsen, impeccabile ritrattista di una femminilità punteggiata di chiaroscuri, ci ha generosamente aperto le porte delle molte stanze da lei abitate negli anni, lasciandoci delle pagine indimenticabili, destinate a restare.



Non conoscevo il libro e l'autrice e li ho scoperti grazie a un bookclub che seguo su Instagram. Ho quindi deciso di lanciarmi alla scoperta del primo volume della Trilogia di Copenaghen, città nella quale è ambientata questa storia autobiografica.
Il testo copre un periodo di tempo che va dai primi ricordi della bambina alla cresima, vista come rituale che segna la fine dell'infanzia e il passaggio all'età adulta. 
Nonostante il numero di pagine sia contenuto, la trama è ricca di dettagli e lo stile di scrittura è estremamente poetico, quasi lirico in alcuni passaggi, sicuramente non semplice da leggere ma apprezzabile se affrontato con le giuste tempistiche. 
Attraverso gli occhi di Tove vengono, infatti, analizzati tanti aspetti della società danese degli inizi del Novecento, soprattutto quelli riguardanti la classe popolare e operaia. Scorci di politica si mescolano alla quotidianità della piccola fatta di scuola, amicizia e problemi famigliari; tutto è pervaso da un costante senso di malinconia e nostalgia per un tempo che, al presente, già appare fugace.
Non so ancora se proseguirò con i successivi romanzi, sicuramente non lo farò nel breve periodo vista l'intensità e la concentrazione che questa tipologia di lettura ha richiesto.
Voto: 3,5/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura marzo
Libriko: 22F

martedì 21 febbraio 2023

[Libri] Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno di Benjamin Stevenson

Titolo: Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno
Autore: Benjamin Stevenson
Editore: Feltrinelli
Pagine: 384
ISBN: 9788807035197

A Ernie Cunningham le riunioni di famiglia non sono mai piaciute. Di sicuro c’entra il fatto che tre anni prima ha visto suo fratello Michael sparare a un uomo e lo ha denunciato, un oltraggio che non gli è ancora stato perdonato. Perché i Cunningham non sono una famiglia come le altre. C’è solo una cosa che li unisce: hanno tutti ucciso qualcuno. Ora hanno deciso di ritrovarsi per un’occasione speciale: trascorreranno un fine settimana in un resort di montagna per festeggiare l’uscita di prigione di Michael. Ma i Cunningham non sono tipi da stare in pantofole davanti al caminetto. Il giorno dell’arrivo di Michael, viene trovato il cadavere di un uomo. Ha le vie respiratorie ostruite dalla cenere, come se fosse morto in un incendio, ma non ha ustioni sul corpo. Mentre una bufera si abbatte sul resort isolandolo e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ern capire se il colpevole è uno dei suoi familiari, prima che vengano uccisi tutti.


Questo libro mi ha incuriosita fin dalla sua uscita visto che è un romanzo che strizza l'occhio ai classici gialli, dichiarando apertamente di essere ispirato ad autori come la Christie e riportando, in apertura, il Decalogo del giallo perfetto di Ronald Knox.
Mi è piaciuto molto lo stratagemma della narrazione in prima persona dove il protagonista è, allo stesso tempo, scrittore, detective e potenziale vittima, essendo uno dei componenti della famiglia Cunningham. Ottima anche l'idea di svelare i personaggi dedicando a ognuno una parte del testo dove ne viene raccontato il passato ma, al contempo, ne vengono svelate le caratteristiche principali e i collegamenti con gli altri, creando una rete sempre più fitta di corrispondenze e intrighi. 
Sinceramente non ho sentito la necessità di arrovellarmi per capire il nome del colpevole, unico punto a sfavore del testo, ovviamente c'è stata un po' di curiosità ma quello che mi ha coinvolta di più è stato proprio il metodo di indagine. L'autore e il narratore, infatti, coinvolgono il lettore senza prenderlo in giro ma riuscendo, almeno nel mio caso, a fargliela sotto il naso!
Una volta arrivata alla conclusione mi è venuta voglia di rileggere alcuni passaggi per capirne di più e scoprire come cambia la loro interpretazione conoscendo già l'assassino.
Voto: 4/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura febbraio
Libriko: 11E

giovedì 12 gennaio 2023

[Libri] Ancora in ascolto di Anne Griffin

Titolo: Ancora in ascolto
Autore: Anne Griffin
Editore: Blu Atlantide
Pagine: 363
ISBN: 9791280028150

Jeanie Masterson ha un dono: può sentire la voce di chi è morto e realizzare così gli ultimi desideri di chi non c'è più. Jeanie ha ereditato questo speciale dono dal padre, che insieme alla figlia gestisce l'impresa funebre di famiglia nella tranquilla cittadina irlandese in cui vivono. Questa particolare dote per Jeanie però non sempre rappresenta un dono, e lei stessa non è certa di voler continuare il lavoro che da generazioni è dei Masterson. E non è più nemmeno certa delle scelte che ha compiuto fino a questo momento, compreso il matrimonio con Niall. Così, quando i suoi genitori annunciano di volersi ritirare in una località di mare a centinaia di chilometri di distanza e lasciare a lei l'attività di famiglia, Jeanie è costretta a prendere delle decisioni a lungo procrastinate e a uscire dalla zona d'ombra in cui ha vissuto negli ultimi anni domandandosi finalmente cosa desideri davvero.


Mi sono unita a un nuovo gruppo di lettura online e, con piacere, ho deciso di leggere il titolo proposto per il mese di gennaio che, personalmente, non conoscevo. Mi sono ritrovata tra le mani un romanzo che mi ha conquistata! 
Lo stile dell'autrice è coinvolgente e i capitoli brevi hanno permesso alla pagine di scorrere velocemente. Mi sono piaciuti i salti temporali utilizzati per raccontare il passato di Jeanie, svelandolo poco alla volta e permettendo di analizzare a fondo la sua personalità e le difficili scelte che l'hanno accompagnata fino al presente.
L'argomento trattato è sicuramente insolito visto che la trama ruota attorno a una protagonista in grado di parlare con i morti subito dopo la loro dipartita, non nascondo che all'inizio ciò mi sia apparso anche un po' inquietante ma, andando avanti nella lettura, mi ha incuriosito sempre di più. 
Nella seconda parte del romanzo due grandi colpi di scena (per me uno più intuibile e l'altro meno prevedibile) hanno contribuito a rendere la narrazione più interessante e a spezzarne la linearità, ho apprezzato il finale poco banale e sicuramente adatto alla storia e ai suoi personaggi.
Voto: 4,5/5



Book Breakfast Club: gruppo di lettura gennaio
Libriko: 17E